Oltre Berlinguatti.
Fine di un ciclo.

da TuttoscuolaNews N. 277, 29 gennaio 2007

 

La sensazione è che con l'avvento alla guida del MPI di Giuseppe Fioroni, uomo concreto e pragmatico, e con la serie di interventi settoriali decisi dal governo la scorsa settimana, si sia conclusa un'intera stagione politica, un ciclo caratterizzato dal tentativo, operato da entrambe le coalizioni alternatesi al governo, di riformare con un unico megaprovvedimento l'intero sistema scolastico e formativo italiano.

Il fatto che entrambi i disegni avessero in comune, oltre al carattere macroscopico, la licealizzazione dell'istruzione tecnica, e anche alcuni altri elementi di affinità, ha fatto nascere, a metà strada tra l'ironia e la contestazione, il vocabolo "Berlinguatti", derivante dalla fusione tra i cognomi dei due ministri di legislatura che hanno dominato la politica scolastica degli ultimi dieci anni.

Il singolare neologismo è risuonato la scorsa settimana nell'austera aula 1 della Facoltà di Scienze della Formazione dell'università Roma 3, proposto con qualche malizia dal prof. Cipriani, preside della Facoltà ospitante e conduttore del dibattito svoltosi in quella sede tra il viceministro della P.I. Mariangela Bastico e alcuni esperti, tra i quali Luciano Benadusi e Aureliana Alberici, ex responsabili nazionali scuola del PSI e del PCI-Pds negli anni precedenti l'avvento della "seconda Repubblica" e la fase politica ispirata alla logica bipolare.

La sensazione di essere in presenza della fine di un ciclo, quello delle megariforme, è stata rafforzata dall'ampio intervento svolto dal viceministro Mariangela Bastico, che ha insistito sulla necessità di andare oltre la loro logica verticistica, centrata sugli aspetti giuridico-formali e sul primato dei contenitori rispetto agli obiettivi e ai contenuti. A questa logica, fallita due volte, occorre sostituirne un'altra, fondata sulla processualità e sulla partecipazione delle scuole autonome, sulla flessibilità dei percorsi, sui livelli di competenze, sul primato dei risultati e dei punti d'arrivo rispetto agli itinerari compiuti per raggiungerli. In qualche modo, come è stato notato da alcuni dei partecipanti (ma non in chiave nostalgica), va recuperato quell'approccio all'innovazione più duttile, pragmatico e graduale che aveva caratterizzato il dibattito sulla politica scolastica prima dell'inizio del ciclo Berlinguatti.