La protesta dei precari diventa una diffida.

di A. B. da Il Gazzettino del 7/2/2007

 

La protesta degli insegnanti precari iscritti ai corsi abilitanti alla Ca' Foscari di Venezia sfocia in una diffida e richiesta di rimborso delle rate pagate. Il testo, inviato questa mattina dal Comitato del Triveneto, presieduto da Antonio Di Girolamo, a firma degli avvocati Aleardo Lizzi e Giuseppe Romeo, mira a ottenere giustizia in primis contro il rinvio che blocca l'immissione in ruolo dal prossimo settembre. Ma non è l'unico motivo per il quale i docenti, tra i quali moltissimi pordenonesi, si sono mossi e stanno predisponendo persino il ricorso al Tar del Lazio.

«La fissazione di tali termini per la conclusione dei corsi abilitanti appare incomprensibile - recita la diffida - poiché non rispondente ad alcuna esigenza pubblica. Se applicate, le note ministeriali cagioneranno ai corsisti gravi ed ingiusti danni. Difatti, le gravi lacune nell'organizzazione dei corsi da parte delle istituzioni universitarie produrranno i loro effetti perniciosi solo nei confronti dei discenti che hanno, tra l'altro, pagato 2 mila 825 euro e se verranno inseriti con riserva nel prossimo aggiornamento delle graduatorie perderanno ogni chance in ordine alla possibilità di scelta dei contratti più vantaggiosi sia dal punto di vista economico che dal punto di vista delle scelte ricadenti nella sfera personale (distanze, offerta formativa, organizzazione delle istituzioni scolastiche)».

Ma i docenti puntano il dito contro la disorganizzazione imperante: «Difficoltà di raggiungimento delle sedi di svolgimento dei corsi e conseguente aggravio di spese; i testi inadeguati; esami da sostenere con programmi e argomenti identici a quelli delle Ssis; silenzio assoluto sui vari corsi in ordine alle lecite richieste di informazione e di confronto; disparità evidente nel confronto con corsi abilitanti precedenti molto più efficienti e meno costosi».