Altri 3mila prof di religione in ruolo:
presentato un programma oppositivo.

A farlo i sono stati i politici della Rosa nel Pugno, secondo cui l’attuale normativa sui docenti di religione sarebbe discriminante nei confronti degli altri docenti della scuola sia prima che dopo le immissioni in ruolo.

di Alessandro Giuliani da La Tecnica della Scuola del 9/2/2007

 

Mentre al Ministero della Pubblica Istruzione si sta mettendo a punto la macchina organizzatrice che permetterà l’immissione in ruolo dal prossimo 1 settembre di altri 3.077 insegnanti di religione, i politici della Rosa nel Pugno si stanno dando da fare per modificare le norme che regolano le loro nomine e il trattamento economico. Secondo Marco Pannella, Enrico Boselli, Maurizio Turco e Roberto Villetti, tutti esponenti del partito della Rnp, l’attuale normativa sui docenti di religione sarebbe infatti discriminante nei confronti egli altri docenti della scuola. A tale scopo, il 9 febbraio è stato presentato a Montecitorio un programma che intende arrivare alla parificazione dei diritti di tutti gli insegnanti della scuola pubblica e superare le attuali differenze di trattamento.

I politici intervenuti hanno ricordato come gli insegnanti di religione godano di uno stato di favore sia prima che dopo le immissioni in ruolo: prima, perché scelti non in base ai meriti e da graduatorie pubbliche, ma solo sulla base delle indicazioni del vicariato; dopo, perché anche da supplenti maturano scatti di anzianità e di retribuzione che conservano quando passano di ruolo (trattamento invece negato a chi nella scuola pubblica non insegna religione).

Per il momento non si conoscono i dettagli del programma, ma in ogni caso “si tratta – ha detto Boselli - di un'iniziativa molto importante, una battaglia che non mira a cancellare diritti, ma a eliminare privilegi e farli diventare diritti per tutti”. Dello stesso avviso è Marco Pannella, secondo cui "è tempo di superare questa discriminazione scandalosa". In effetti quella dei prof di religione è un’anomalia davvero tutta italiana: scelti dal vicariato, vengono infatti pagati e assunti dallo Stato. Al punto che laddove dovesse venire meno l’annuale “benedizione” ecclesiastica, il docente si ritroverebbe comunque confermato nei ruoli dello Stato (anche nella carriera) e trasformato in docente di un’altra materia in cui è abilitato (scavalcando i tanti docenti neo immessi in ruolo o pronti per farlo a seguito di anni e anni di attesa e concorsi vinti).

Tutto ciò avviene proprio mentre l'iter formale per l'autorizzazione alla nomina a tempo indeterminato del terzo contingente di insegnanti di religione, a loro vincitori del concorso bandito dal Ministro Moratti con la legge 186/2003 (che in tre anni ha permesso l’assunzione di 15.000 docenti), procede come previsto. L’arrivo a viale Trastevere del Ministro Fioroni non ha di certo mutato l’iter del concorso. Nei giorni scorsi il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha quindi avviato le procedure formali per raggiungere con il Dipartimento della Funzione Pubblica il necessario concerto per la definizione del decreto interministeriale autorizzativo. Pressoché scontato, a questo punto, che nella prossima estate si concretizzi l’assunzione dell’ultimo scaglione. Con tutte le polemiche a seguito.