Bullismo in aumento
il 70% ha assistito a prepotenze.

Indagine della Società Italiana di Pediatria su 1200 studenti

 La Stampa del 10/12/2007

 

ROMA
Bullismo in crescita tra gli adolescenti italiani. Oltre 7 ragazzi su 10, pari al 72% - che arriva quasi al 76% nei maschi - hanno assistito a prepotenze subite da un amico o amica. E il 18,5% dei maschi dice che ciò capita spesso. Il fenomeno è in costante aumento visto che nel 2005 ad aver assistito a prepotenze era “appena” il 66%% dei ragazzi e il 71,6% nel 2006. Questi alcuni dati dell’indagine 2007 della Società Italiana di Pediatria (Sip) su “Abitudini e stili di vita degli adolescentì che saranno presentati domani a Pavia, al Policlinico S.Matteo, nel corso del convegno ’La Società degli adolescenti”.

L’indagine, arrivata all’undicesima edizione, è realizzata su un campione nazionale di 1200 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra i 12 e i 14 anni. Quest’anno è stata realizzata con il patrocinio del Ministero per le Politiche Giovanili e lo Sport. Dalla fotografia del fenomeno emerge che gli adolescenti italiani, pur giudicando negativamente i bulli, non sono immuni dal ’fascinò del vincente.

Il 70% dei ragazzi dichiara di giudicare negativamente un bullo (62% dei maschi), ma c’è anche un consistente 26,6% (32% dei maschi) che dice che, se le prepotenze non è lui a subirle personalmente non ha nulla da eccepire sul comportamento del bullo e, tra gli adolescenti maschi delle grandi città c’è un pericoloso 4,7% che considera il bullo un tipo (o una tipa) in gamba.

Il “bullo”, in realtà, sembra essere un personaggio positivo: più ammirato che temuto e le motivazioni per le quali si agisce da bullo sono comunque considerati dei valori positivi. Solo il 45% afferma che si fa il bullo soltanto per divertirsi alle spalle di qualcuno, mentre il 61% dice che un o dei motivi è quello di non rischiare di diventare vittima. Una sorta di “bullismo preventivo”, insomma.

L’uso della violenza per affrontare le questioni all’interno del gruppo dei pari si dimostra largamente diffuso. Al 68% dei maschi capita di “fare a botte” e il 12% dice che spesso è necessario farlo. Sul come reagire ai bulli, il 79% degli adolescenti intervistati dichiara che, se chi subisce atti di bullismo, li denuncia ad un adulto fa la cosa giusta. Ma è aumentata, negli anni, la percentuale di chi considera il “delatore” un fifone o una spia: oggi ha raggiunto il 20,5% e, se ci si riferisce solo ai maschi, sale al 26%.

Ma al di là della teoria, se fossero loro a subire prepotenze il 64% (74% dei maschi) si guarderebbe bene dal riferirlo ad un insegnante o a i genitori. Infatti il 47,3% (60,4% dei maschi) si difenderebbe da solo; il 10% (5,4% dei maschi) informerebbe al massimo un amico e il 4,6% (5,7% dei maschi) subirebbe in silenzio le prepotenze se non dovessero essere eccessive.

Ma il bullismo si conferma non essere una prerogativa dei maschi. Il 59,2% sostiene che fanno i bulli sia i maschi che le femmine e sono proprio le stesse femmine (69,1%) a sostenerlo maggiormente. Sulle motivazioni per le quali si fa il bullo sempre al primo posto l’essere ammirato all’interno del gruppo di amici (lo sostiene l’82% dei maschi e l’86% delle femmine), quindi diventare il leader del gruppo (77% dei maschi e 81% delle femmine), essere attraente per le ragazze o per i ragazzi (68,8% dei maschi e 71,2% delle femmine).

Questo la dice lunga su quanto sia sincero il giudizio negativo espresso dalla maggioranza degli adolescenti nei confronti di chi fa il bullo.