Lo rivela uno studio del ministero dell'Istruzione britannico.

Gb, no Olocausto e Crociate in alcune scuole.

Sono cancellate dai programmi di alcuni istituti superiori inglesi
per paura della reazione degli studenti musulmani

 Il Corriere della Sera del 26/4/2007

 

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - La storia non viene ancora riscritta come in «1984» di Orwell. Ma semplicemente ignorata. Finendo, per evitare di parlare di argomenti controversi, di spiegare cosa č accaduto per interi secoli. E cosģ si assiste allo spettacolo di insegnanti riluttanti a parlare della Shoah per paura di offendere gli studenti musulmani. Al punto da eliminarla dai programmi di storia per il Gcse, l'equivalente del nostro esame di maturitą. Succede in Inghilterra, dove alcune scuole secondarie hanno deciso di non affrontare l'argomento per non offendere i sentimenti degli studenti di religione islamica che negano l'Olocausto. A rivelarlo č il Teaching Emotive and Controversial History, uno studio commissionato dal ministero dell'Istruzione inglese e diffuso dai maggiori quotidiani e siti web britannici.

OLOCAUSTO E CROCIATE - «In certi contesti particolari - afferma il rapporto - gli insegnanti di storia sono contrari a sfidare le interpretazioni storiche altamente controverse che vengono predicate ai ragazzi all'interno delle loro famiglie, nelle loro comunitį o nei luoghi di culto». Il documento porta come esempio una cittį dell'Inghilterra del nord dove alcuni insegnanti hanno deciso di eliminare dai programmi di storia per il Gcse lo studio dell'Olocausto. Tra i motivi, si legge, «il timore di affrontare le reazioni antisemite e negazioniste degli allievi musulmani». Ma non č tutto. In un'altra scuola ad essere bandito č stato invece lo studio delle Crociate, sempre per non turbare la sensibilitą dei musulmani ai quali, nelle moschee, viene insegnata una versione completamente diversa di quell'evento storico.

IL COMMENTO DELLA COMUNITA' EBRAICA ROMANA - «Č un atteggiamento inammissibile», afferma il Presidente della comunitą ebraica di Roma, Leone Paserman. «In Gran Bretagna - spiega Paserman - dopo gli attentati del 7 luglio 2005 alla metro di Londra, si č assunto un atteggiamento di acquiescenza verso la cultura musulmana. Si crede che in questo modo si possa comprare la non belligeranza dei fondamentalisti islamici e quindi evitare atti terroristici». A conferma di ciņ Paserman ricorda la recente delibera della National Union of Journalists, il sindacato dei giornalisti britannici, che invita al boicottaggio di Israele. «L'appello č in parte legato al rapimento di Alan Johnston, il giornalista della Bbc rapito a Gaza il 12 marzo scorso. Ma bisogna capire che questi stratagemmi non pagano e non possono evitare attentati e rapimenti», conclude Paserman .