È l'ordine arrivato agli uffici provinciali.
Precari rimandati a casa, tutto slitta a fine agosto.

Bloccate le assunzioni dei supplenti.

I direttori regionali devono rivedere al ribasso le cattedre.

 da ItaliaOggi del 7/8/2007

 

Alla fine le assunzioni dei supplenti le faranno direttamente le scuole, negli ultimi giorni di agosto. I direttori scolastici regionali, infatti, hanno dato ordine a molti uffici provinciali di sospendere le chiamate dei candidati a un posto di supplenza annuale. In alcuni casi, come a Piacenza, i precari accorsi per firmare il contratto sono stati addirittura rimandati a casa. Perché i piani di reclutamento dei supplenti devono essere rivisti: sforano la spesa. Il ministero ha consegnato a ciascun direttore la tabella di recupero, ovvero il conteggio dei tagli da fare alle cattedre per rientrare nel budget preventivato. Analogo richiamo, del resto, è arrivato direttamente al ministro dell'istruzione, Beppe Fioroni, da parte dell'Economia (si veda ItaliaOggi di mercoledì e giovedì scorso), pena l'applicazione della clausola di salvaguardia. Ovvero del blocco dei finanziamenti diretti alle scuole.

I nuovi tagli si concretizzeranno innanzitutto sui posti di sostegno, sull'insegnamento dello strumento musicale. E poi sulle cattedre orarie, ovvero quelle non intere ma costituite con spezzoni di ore: rispetto allo scorso anno sono passate da 18 mila a 22 mila. Un boom ritenuto anomalo dal ministero. Il recupero è fortemente differenziato sul territorio. Per esempio, se la Basilicata deve tagliare in tutto 71 cattedre (61 sul sostegno, dieci per lo strumento musicale), per la Toscana si passa a 500. Revisioni che richiedono di ricalibrare l'intero assetto tra le cattedre. E che inevitabilmente scontenterà molti, perché intanto dagli uffici provinciali erano già partite le chiamate per firmare i contratti di supplenza. Insomma, i precari devono mettersi l'animo in pace. E aspettare fine agosto, quando il nuovo piano assunzioni sarà pronto. A questo punto le operazioni passeranno in mano alle scuole polo.