Fuoco amico su Padoa Schioppa.

da TuttoscuolaNews N. 2259, 18 settembre 2006

 

Per certi  versi  sembra  di  tornare  ad  antiche  consuetudini,  pre "seconda Repubblica", quando il ministro del Tesoro pro tempore doveva vedersela   più  con  gli  amici  (altri  ministri,  esponenti  della maggioranza di governo, poteri più o meno forti e  lobby  varie)  che con    i  "nemici",  che  ovviamente  facevano  il  loro  mestiere  di oppositori, ma poco potevano influire sulle decisioni.

Con l'avvento  del  bipolarismo,  almeno  dal  1996,  il  fenomeno  è continuato, come mostra la  storia  delle  leggi  Finanziarie,  ma  la creazione di un unico Ministero dell'Economia  e  ministri  autorevoli come Carlo Azeglio Ciampi e Giulio Tremonti hanno un pò  arginato  il fenomeno, suscitando (soprattutto il secondo, che per  un  pò  ci  ha anche rimesso la poltrona) forti tensioni e  risentimenti  all'interno delle rispettive maggioranze di riferimento.

Ora il fenomeno del "fuoco amico" sembra ripresentarsi, tanto  che  è da segmenti politici e  sociali  che  hanno  elettoralmente  sostenuto l'attuale maggioranza che partono divieti e richieste, con toni sempre più decisi. Per quanto  riguarda  il  settore  dell'istruzione,  sono soprattutto i sindacati confederali a fare blocco contro le ipotesi di tagli di spesa, e a chiedere anzi più risorse, facendo  presente  che l'Italia si colloca al di sotto della media europea di spesa  pubblica per l'istruzione (4.7 contro 5.1 in  rapporto  al  Pil),  e  la  Gilda insiste per la rapida assunzione dei precari.

Anche  dai  partiti  della  sinistra  cosiddetta  "radicale"  giungono sollecitazioni pro precari e per l'aumento dell'obbligo scolastico.  I Comuni e le comunità montane fanno sapere  di  essere  contrari  alla chiusura delle loro scuole, anche  se  piccole.  Le  Regioni  e  varie associazioni si oppongono  al  taglio  dei  docenti  di  sostegno.  La vicepresidente    della   Commissione  Istruzione  del  Senato  Maria Pellegatta (Verdi-Comunisti italiani) chiede al governo di "dotare  le scuole di insegnanti di italiano per studenti stranieri  e  promuovere un accordo con gli Enti locali per l'utilizzo dei mediatori  culturali e linguistici". Persino dall'interno dello stesso Ministero  della  PI parte  dalla  sottosegretaria  De  Torre  la  proposta  di  "insegnare l'italiano agli alunni stranieri e  alle  loro  famiglie,  cambiare  i programmi, revisionare  i  testi  e  formare  i  docenti".  Lo  stesso ministro Fioroni (criticato dalla CGIL) è in cerca di 167 milioni per ripristinare il fondo per le paritarie tagliato da Tremonti.

Il conto? A Tommaso Padoa Schioppa, naturalmente.