C’è chi ha calcolato che senza bocciati qualche milione di euro
sarebbe risparmiato perché, ad esempio, se in primo superiore tutti fossero promossi
I computer prevedono un migliaio di classi in meno.

 Bocciati & finanziaria,
un affare di qualche milione di euro.

di Camillo Savone da Il Tempo del 4/11/2006

 

Il caos sbocciato intorno alla manovra finanziaria del governo non ha risparmato il mondo della scuola anzi, prospettando l’esatto contrario di quanto sbandierato nei programmi della campagna elettorale, la prima bozza di fine settembre prevedeva il maggior numero di tagli scriteriati proprio tra le fila degli operatori della scuola. Tagli netti dal sostegno al personale finanche alla composizione delle classi, tanto che il segretario nazionale della Cgil scuola Panini, sindacato non estraneo al raggruppamento di governo, fu costretto a giudicarla un’operazione di macelleria sociale.

Oggi si continua a navigare a vista nel mare magnum della nebbia che, oltre che i banchi, sembra aver ingoiato tutto il mondo economico: un giorno l'aliquota passa al 45 e un giorno torna indietro, la sera si paventano manovre pensionistiche il giorno dopo si prende per pazzo chi l’ha prospettato, insomma pare che questa bianca coltre abbia ingoiato tutti, come avviene in un celebre romanzo di Saramago intitolato, appunto, "Cecità" che, almeno per l’Italia, si dimostra assolutamente profetico. Fatto sta che sulla scuola ogni emendamento dovrà avere copertura quindi, secondo Padoa Schioppa, tutto resterà come proposto. Tra l’altro le ipotesi parlano addirittura di eliminazione delle ripetenze: c’è chi ha calcolato che senza bocciati qualche milione di euro sarebbe risparmiato perché, ad esempio, se in primo superiore tutti fossero promossi i computer prevedono un migliaio di classi in meno. Vai a vedere se poi sono dei licei o degli istituti tecnici, se i ripetenti sono sparsi da non ricreare una classe o uniti tutti in un istituto: questo il computer, che non ha figli a carico, non lo può sapere e del resto non lo dice.

Da fine sofista e da gesuitico esponente della Margherita, d’altra parte, il ministro Fioroni si è prodotto in un’operazione di puro equilibrismo letterale: al dibattito alla Camera ha cercato di riunire le diverse posizioni della maggioranza sull’obbligo scolastico schierandosi contro l’abbandono dei primi anni alle superiori. «Nel biennio la bocciatura non può e non deve essere usata per gonfiare gli organici della scuola –ha detto –quindi abbiamo inserito l’obiettivo di ridurre del 10% le ripetenze: gli alunni bocciati vanno ri-orientati e indirizzati verso percorsi formativi più adatti». Il solo sospetto che la scuola possa bocciare per rifocillarsi getta ombre e nubi inquietanti ben più di un banco di nebbia.