COORDINAMENTO PRECARI E

DISOCCUPATI DELLA SCUOLA

PROVINCIA DI VENEZIA

 

 

Graduatorie, Reclutamento & co.:
cosa dovrà accadere.

A. Florit, dal Coordinamento Precari di Venezia, 21/11/2006

 

Non è facile scrivere commenti, avanzare proposte o valutare possibili scenari in momenti come questo. Il sentimento comune di chi abitualmente scorre queste pagine è senza dubbio la delusione, lo sconforto, la paura di vedere sfumato un sogno o profondamente incrinata una strada intrapresa con tutt'altro orizzonte davanti. Tuttavia, anche per le numerose lettere che riceviamo quotidianamente, riteniamo possa essere utile dare una valutazione della situazione e immaginare (o auspicare) cosa potrà o dovrà accadere domani.

Innanzitutto il ministro Fioroni DOVRA' spiegare alla maggioranza parlamentare quello che non è riuscito a chiarire a deputati come gli on. Folena e Giordano, DOVRA' fornire ai precari che già sanno che nel 2010 saranno ancora in coda le dovute giustificazioni di una scelta così drastica, che non è certo liquidabile con un semplice "risolveremo tutto con il progressivo superamento delle graduatorie permanenti e con l’avvio di una nuova fase per il reclutamento dei docenti", e DOVRA' farlo presto. E poco contano le tardive proteste di sindacati troppo pronti a cavalcare l'onda dell'ultimo minuto (e ne sappiamo qualcosa noi con la storia degli spezzoni fino a 6 ore). Ma siamo convinti che il ministro (e con lui la Bastico) FARA' presto questo passo.

Cosa ci aspettiamo? Innanzitutto vediamo come inquadriamo la situazione.

Primo: Fioroni e Bastico sono consapevoli degli immensi problemi che le attuali GP hanno creato agli ultimi ministri ed alla Moratti in modo particolare. Sono consapevoli che continuare a governare con questa palla al piede (fintantoché rimarrà legata al reclutamento) porterà solo rogne a viale Trastevere. Sono anche consapevoli che una loro cassazione dalle assunzioni a t.i. eliminerebbe in un solo colpo: l'esistenza delle fasce (ormai decisamente superflua), la presenza di docenti di ruolo, in coda solo per bypassare la mobilità (solo un nuovo sistema potrebbe ammettere un veto alla loro presenza in nuove liste), lo sproporzionato bonus di 30 punti ai sissini (che se fin dall'inizio fosse stato ridimensionato avrebbe premiato i sissini senza togliere loro il servizio contemporaneo e tutti i ricorsi e controricorsi che negli anni si sono succeduti), le supervalutazioni dei servizi di montagna, carceri e isole (che facilmente sparirebbero dai nuovi titoli valutabili), le eterogenee e spesso inadeguate valutazioni dei corsi di perfezionamento, specializzazione e master (che potrebbero essere ricalibrate e riconsiderate).

Secondo: sono consapevoli, ministro e viceministro, che altre decine di migliaia di nuovi abilitati stanno per crearsi a seguito degli ultimi cicli ssis e degli ultimi corsi speciali; e sanno che il loro ingresso in queste graduatorie genererà altro precariato. E sanno anche che, dopo le 150mila assunzioni (solo metà, peraltro, attingendo alle GP), saranno ancora molti gli "ancora inclusi" nel 2010 e che non sarà certo buona cosa indirizzare tutti questi aspiranti, più o meno esperti, esclusivamente nella direzione di un concorso ordinario.

Terzo: sono consapevoli che per gestire le supplenze annuali (che non potranno mai esaurirsi con le immissioni in ruolo) saranno comunque necessarie le GP e che pertanto, rivisitati i punteggi, queste comunque resteranno vigenti, implicando una riconsiderazione delle modalità d'accesso e d'impiego.

Ministro e viceministro hanno quindi voglia di cambiare, di porre un freno a tutto ciò e hanno deciso di farlo "subito". Questo è un aspetto molto "duro" del loro operato, ma riteniamo che sia dettato soprattutto dalla loro profonda convinzione che a dar piccole limatine (vedi semplice correzione della tabella di valutazione dei titoli in GP) non si faccia altro che prolungare un'agonia.

Allora, cosa DOVRA' accadere?

Innanzitutto "informazione": sulla determinazione a chiudere con le GP e le GM nel 2010 non ci son dubbi; quello che manca è chiarire il DOPO. Dire dunque esplicitamente:

-  che dal 2010 le GP saranno utilizzate solo per conferire le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche; che probabilmente l'accesso vi sarà consentito solo con determinati requisiti (es. una certa anzianità di servizio o la non assunzione a t.i.); che pertanto in seguito si potrebbe mirare ad un loro esaurimento e quindi alla loro cancellazione definitiva;

- che nel 2010 saranno specializzati, e abilitati, i nuovi laureati (a numero strettamente programmato) in uscita dal nuovo sistema di formazione (3+2) degli insegnanti e che si desidera che questi possano trovare sistemazione in cattedra quanto prima (indirizzandoli ad una lista regionale e ad una procedura concorsuale per l'attribuzione delle sedi, eventualmente configurabile come anno di prova valutabile); che non sarà possibile, d'altra parte, accantonare quanti a quell'epoca potranno vantare, oltre all'abilitazione, una considerevole serie di titoli culturali e di servizio, rendendo indispensabile prevedere per loro un secondo canale di reclutamento, parallelo e di pari dignità (auspicabile sul 50% delle assunzioni); che questo secondo canale potrebbe configurarsi come un concorso per soli titoli, da rinnovare a cadenza biennale, destinato a selezionare quanti accederebbero, assieme ai neolaureati, alla medesima lista e procedura concorsuale per l'attribuzione delle sedi (sempre su numeri strettamente programmati), ovvero destinato all'assegnazione diretta delle cattedre;
 

Poi "azione": nel passaggio al Senato della Finanziaria 2007, l'ex art. 66 DOVRA' essere adeguatamente corretto, inserendo il maggior numero possibile di indicazioni (e garanzie) sul destino degli abilitati dopo il 2010 e rivedendo l'ultimo comma inserito dalla Camera; a seguire, l'immediata diffusione dei testi dei decreti/disegni sul funzionamento delle GP dal 2007 in poi, sulla nuova formazione degli insegnanti e sul nuovo reclutamento targato 2010.

Se tutto ciò non dovesse accadere, sarà allora chiarissima l'intenzione del governo di agire contro i precari ed in particolare contro quanti hanno già operato una scelta per il proprio futuro, per molti determinante.

Domani pomeriggio il DdL (AS 1183) approda in V commissione al Senato.

Auspichiamo, ad esempio, che una delle frasi della lettera c) del comma 1 possa essere così modificata: "Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), è successivamente disciplinata la valutazione dei titoli e dei servizi dei docenti inclusi nelle predette graduatorie ai fini della partecipazione ai futuri concorsi per esami e titoli ovvero per soli titoli per l’accesso ai ruoli nella misura del 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili".