Il Corano a scuola?/3.

Partiti (quasi) tutti cauti.

da Tuttoscuola 14 marzo 2006

 

Sull’ipotesi affacciata dal cardinale Martino (ma dallo stesso poi ridimensionata) di consentire nelle scuole statali l’insegnamento della religione musulmana in alternativa a quella cattolica i politici sono stati prudenti. Alcuni, come Casini, hanno accennato (riprendendo una valutazione a caldo del cardinale Tettamanzi) alla necessità che si prevedano almeno condizioni di reciprocità, altri (Mantovano di AN) hanno consigliato di prendere tempo, mentre il presidente dei deputati della Margherita, Castagnetti, ha chiesto di tenere tutta la tematica dell’insegnamento della religione "fuori della campagna elettorale".

E’prevalsa insomma in generale, a destra come a sinistra, l’idea che su una materia così delicata e politicamente rischiosa, soprattutto sotto elezioni, occorra essere cauti, e comunque non assumere decisioni affrettate. L’unica forza politica che si è espressa in maniera netta non solo contro l’ipotesi dell’ingresso della religione musulmana nelle scuole italiane ma anche a favore dell’uscita dalle aule dell’insegnamento della religione cattolica, è stata la Rosa nel pugno, che al tema della laicità ha legato buona parte della sua identità politica.

Enrico Boselli ed Emma Bonino hanno legato la soluzione definitiva della questione alla abrogazione del Concordato. "Più andiamo avanti e più è evidente", ha detto la Bonino, "che solo la laicità più rigorosa può garantire la convivenza e il rispetto profondo delle libertà religiose, non la lottizzazione del Vangelo, del Corano, del Buddismo..."