Linee guida per gli stranieri a scuola:

apprezzamenti e una critica.

Tuttoscuola, 6/3/2006

 

Il Miur ha pubblicato nei giorni scorsi le linee guida per l’accoglienza e l’integrazione di alunni stranieri, raccogliendo diversi apprezzamenti.

Fa notizia quello della Flc-Cgil Scuola, che ha considerato "il linguaggio non burocratico, ma discorsivo, con cui sono state fornite indicazioni utili alle scuole e agli operatori che agiscono nel settore per affrontare le diverse problematiche che si incontrano dal punto di vista amministrativo, comunicativo-relazionale, educativo-didattico".

Il sindacato rileva come le linee guida ministeriali "finalmente" abbiano scoperto che il fenomeno dell’immigrazione è un dato strutturale della società moderna, anche in Italia, per cui è necessario passare dalla fase dell’emergenza a quella della programmazione degli interventi.

A dir la verità questa "scoperta" dell’immigrazione come dato strutturale della nostra società il Miur l’aveva già fatta da tempo, registrandola in termini molto eloquenti nella pubblicazione sugli stranieri relativa all’anno scolastico 2004-2005 (www.istruzione.it). Anche la nostra rivista ha più volte affrontato il tema, proponendo anche un progetto didattico sull’educazione "al saper vivere insieme". E nel numero 458 del corrente anno è stata posta in termini concreti la questione degli studenti immigrati di seconda generazione.

 

In particolare in un articolo a firma di Alfonso Rubinacci si sottolineava la necessità di recuperare le energie e le risorse umane per il benessere delle persone e per il futuro dell’Italia. Una nuova domanda di formazione, una nuova sfida ma anche una nuova risorsa. Il problema ha molte facce e la scuola "rappresenta uno spazio prezioso per prevenire la diffusione di pregiudizi e stereotipi per favorire l’integrazione tra bambini". E le linee guida del Miur non fanno riferimento concreto "agli strumenti di sostegno effettivo che rimangono strutturati per un’utenza solo italiana o di prima accoglienza". La scuola deve attrezzarsi invece con "iniziative mirate alle seconde generazioni perché il Paese non può, tra l’altro, permettersi lo spreco di un capitale umano motivato in un contesto demografico segnato in incremento solo dalla crescita della popolazione immigrata".

La Cgil-scuola valuta positivamente molti aspetti delle linee guida relativi, ad esempio, alle iscrizioni, che forniscono "indicazioni pratiche apprezzabili e coerenti con la normativa vigente". Ma, proprio in materia di iscrizioni e di normativa vigente qualcuno invece ha scoperto un neo nella circolare ministeriale, là dove si prevede la possibilità di accedere a classi della secondaria superiore anche senza licenza media, purché lo studente straniero abbia alle spalle almeno 9 anni di scolarità.

Più di un dubbio su questa liberalizzazione: è possibile sostituire la licenza media (obbligatoria per legge per iscriversi al 2° ciclo) con nove anni di scuola alle spalle?