Decreto legge sui precari?

da Tuttoscuola 14 marzo 2006

 

Voci incontrollate che sanno più di leggenda metropolitana che di gola profonda parlano, in questi giorni, di predisposizione di un decreto legge per l’immissione in ruolo di precari (equivoco generato forse dal programma di assunzione in ruolo di 3.500 Ata?).

Anche se le elezioni politiche sono occasione, da più di mezzo secolo di vita italiana, per provvedimenti legislativi dell’ultima ora a scopi elettorali, non sembra credibile un provvedimento di questo genere.

È vero che nella scuola il precariato è un problema gravissimo, ma è altrettanto vero che in diversi settori pubblici è presente un consistente numero di personale con contratto non a tempo indeterminato che rivendicherebbe un uguale trattamento. E non sembra, purtroppo, che le finanze pubbliche possano reggerne l’urto.

I sindacati della scuola rivendicano da tempo l’immissione in ruolo dei precari con copertura immediata di tutti i posti di organico vacanti.

Il sindacato autonomo Snals chiede (www.snals.it) al prossimo Governo la copertura di tutti i posti vacanti in organico mediante l’immissione in ruolo di docenti e Ata, anche in considerazione del fatto che le assunzioni programmate per il prossimo triennio non basteranno a colmare la vacanza di organico che, per effetto dei pensionamenti, si sta concretizzando in termini maggiori di quanto preventivato dal Miur. Uguale richiesta viene dalla Cisl (www.cislscuola.it) per ridare dignità e futuro ai lavoratori della scuola ed assicurare qualità dell’offerta formativa.

La Cgil-scuola (www.flcgil.it) ribadisce la richiesta di totale copertura dei posti vacanti nella scuola in quanto "anche i futuri provvedimenti sulle assunzioni (20.000 docenti e 3.500 ATA) si rivelano totalmente inadeguati a dare risposta alle legittime aspirazioni dei precari e alle esigenze delle scuole autonome che hanno bisogno di personale stabile per garantire qualità e diritti".