Precari, "il piano non si ferma"
al via oltre 20mila assunzioni.

Da luglio partiranno le procedure per l'immisione in ruolo nelle scuole di prof e personale non docente. Bastico: "Allarmistiche le voci di un blocco"

di Salvo Intravaia la Repubblica del 29 giugno 2006

 

E' ormai fatta per le immissioni in ruolo di 20 mila docenti e 3.500 Ata. Il ministero dell'Istruzione sta predisponendo i contingenti regionali e provinciali per avviare tutte le procedure che completino le assunzioni entro l'avvio del prossimo anno scolastico. Le disposizioni saranno emanate i primi di luglio. Insomma, per gli impiegati degli ex provveditorati agli studi (ora Centri servizi amministrativi) e degli Uffici scolastici regionali sarà un'altra estate calda, e non solo per le alte temperature.
La nomina in ruolo di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario è un'operazione piuttosto complessa che, per via delle diverse graduatorie (dei concorsi ordinari e dei precari) da cui si attinge per le assunzioni, per la 'tattica delle rinunce' a favore di posti più vicini a casa e 'convenienti' e per le cosiddette surroghe dei rinunciatari, richiede in alcuni casi anche dei mesi. Col rischio che gli interessati vengano assunti ad anno scolastico avviato.

Comunque una buona notizia c'è: le 20 mila più 3.500 immissioni in ruolo, anche se considerate ampiamente insufficienti dai sindacati, si faranno. Lo conferma il vice ministro all'Istruzione Mariangela Bastico fugando le voci che avevano messi in dubbio le assunzioni dopo che il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, ha delineato la grave situazione economica del Paese. I tecnici di viale Trastevere in questi giorni hanno lavorato anche sulla possibile distribuzione dei 20 mila incarichi a tempo indeterminato ai diversi gradi di scuola. Alla scuola dell'Infanzia (la ex scuola materna) dovrebbero andare 2.272 cattedre e alla primaria 5.588 posti. Per i docenti di scuola secondario di primo gradi sono previste 4.385 assunzioni e per quelli di scuola superiore 5.198 posti. Saranno invece 2.557 le cattedre assegnate agli insegnanti di sostegno. Il grosso dei 3.500 posti da attribuire agli Ata (Amministrativi, Tecnici e Ausiliari) andrà ai collaboratori scolastici che dovrebbero accaparrarsene 2.471. Ma per i 315 mila precari inseriti nelle cosiddette graduatorie permanenti la notizia più importante arriva oggi dalle dichiarazione del vice ministro Bastico e dagli impegni di proncipio presi in Parlamento dal ministro Fioroni.
 

Il piano del governo per il precariato. "Il contingente di 20 mila più 3.500 immissioni in ruolo è chiaramente insufficiente, ma è quello previsto dalla programmazione triennale del precedente governo", spiega il più stretto collaboratore del ministro della Pubblica Istruzione. E con un chiaro riferimento al collega dell'Economia, Padoa Schioppa, aggiunge: "Stiamo lavorando perché venga accolta questa idea sia i relazione per il turn over del prossimo settembre", che prevede circa 30 mila pensionamenti, "sia per le uscite dei prossimi anni, previste in 25/27 mila unità l'anno". Insomma, se si continuasse di questo passo il precariato sarebbe destinato ad accrescersi. Ma qual è il piano del governo Prodi? "C'è un ragionamento in prospettiva: un piano pluriennale, che non è detto debba essere necessariamente triennale, potrebbe anche essere quinquennale, che tenga conto della programmazione delle uscite (i pensionamenti, ndr), delle eventuali modifiche delle cattedre della scuola secondaria di secondo grado e di nuove modalità di reclutamento degli insegnanti nell'ottica del superamento del precariato".
Insomma, attraverso una azione complessiva che tenga conto non solo della attuale consistenza numerica dei supplenti, nei prossimi anni potrebbero essere assunti migliaia di precari.

Occorre mettersi d'accordo sul significato di 'precario', perché se è vero che nell'universo mondo dei supplenti ci sono quelli che hanno superato i 40, insegnano da vent'anni e vanno in pensione da precari, è anche vero che non tutti i 315 mila iscritti nelle graduatorie permanenti provinciali possono considerarsi precari, perché una parte di questi non ha messo piede in aula neppure per un giorno. "Stiamo calcolando proprio questi numeri perché siamo convinti che non è affatto sicuro che il precariato abbia un costo inferiore per la scuola rispetto a eventuali assunzioni a tempo indeterminato. Ma è certo - continua Bastico - che il precariato mina la qualità della scuola e dell'insegnamento. Chi resta precario troppo a lungo non può programmare nessun futuro e questo inevitabilmente sulla qualità del lavoro".
 

I numeri. Ma quanti sono i posti attualmente liberi che anche il prossimo anno scolastico saranno coperti da precari? Attualmente le cosiddette disponibilità ammontano a 62.046 posti. Il grosso, rispettivamente 17 e 16 mila cattedre, è nella scuola primaria e al superiore. Tolte le 20 assunzioni in vista per il prossimo mese di agosto ne rimarrebbero vacanti 42 cui occorre sommare 30 mila pensionamenti. Per il personale Ata i numeri sono ancora più consistenti. A fronte di 3.500 assunzioni e 8 mila pensionamenti ad oggi nelle scuole italiane ci sono oltre 78 mila posti vacanti. A conti fatti, per impostare il piano pluriennale di assunzioni, il governo Prodi potrà partire da un 'budget' di circa 52 mila posti vacanti per i docenti e 83 mila per bidelli & co. E nei prossimi anni, secondo un recente conteggio effettuato dallo stesso ministero dell'Istruzione, lasceranno la cattedra oltre 200 mila insegnanti, quanto basta per dare concretezza alle parole del vice ministro Mariangela Bastico.