Da Fioroni stop alla sperimentazione dei nuovi licei.

Riforma Moratti va al capolinea.

 ItaliaOggi dell'1/6/2006

 

Riforma Moratti al capolinea. La sperimentazione dei nuovi licei, previsti dalla legge n. 53/2003, non si farà. Il ministro dell'istruzione, Beppe Fioroni, ieri ha comunicato il ritiro del decreto che consentiva già dal prossimo settembre alle scuole superiori di provare il nuovo assetto deciso dall'ex ministro istruzione e università, Letizia Moratti. Lo stop, ha spiegato Fioroni, è necessario per evitare incertezze nel sistema scolastico, ingiustificate a fronte delle richieste di sperimentazione che sono giunte al ministero: 54 progetti su 1750 istituti. Numeri troppo bassi per legittimare la tensione che la sperimentazione ha creato. La decisione di ritirare il provvedimento si è conquistata il plauso di sindacati e regioni e le critiche feroci del centrodestra. ´Non intendo iniziare il mio mandato all'insegna dell'instabilità e dell'incertezza per studenti, insegnanti e genitori e con gravi contenziosi aperti con le regioni e le stesse scuole', ha spiegato il ministro. Sono infatti pendenti davanti al Tar del Lazio i ricorsi presentati da 15 governi regionali, e alla Corte costituzionale quello della Toscana. Secondo il neo inquilino di viale Trastevere, le proposte di sperimentazioni sono tra l'altro pienamente realizzabili nell'esercizio dell'autonomia scolastica. ´Laddove, poi', ha aggiunto il ministro, ´la sperimentazione comportava la modifica della denominazione della scuola (ad esempio con l'istituzione di un liceo tecnologico o musicale) ci sarebbe stata assoluta incertezza sul riconoscimento del titolo di diploma'. Per gli studenti, la decisione di Fioroni non dovrebbe comportare nessuna novità, visto che la sperimentazione era stata assunta quando il termine per le prescrizioni era già scaduto (25 gennaio). Ossia quando gli alunni si erano già iscritti non ai corsi sperimentali ma agli ordinamenti vigenti. Nessuna novità, di conseguenza, neanche per gli insegnanti. ´Una decisione saggia, un segnale di discontinuità', è stato il commento unanime dei segretari di Cgil, Cisl e Uil scuola, rispettivamente Enrico Panini, Francesco Scrima e Massimo Di Menna.

´Un atto di restaurazione, che prelude a una scuola centralistica', ha commentato Valentina Aprea, deputato di Forza Italia ed ex sottosegretario all'istruzione. ´Un atto indispensabile per ristabilire la serenità e il dialogo istituzionale', ha spiegato Vasco Errani, presidente delle regioni.