La Moratti taglia lo sport alle medie.

A confronto i sistemi di insegnamento dell'educazione fisica di 40 paesi:
l'Italia resta intermedia.

ItaliaOggi del 17/1/2006

 

L'educazione fisica è materia di insegnamento obbligatoria in oltre l'80% dei paesi di tutto il mondo. È quanto è emerso dal secondo summit mondiale sull'educazione fisica svoltosi a Magglingen, in Svizzera, a fine dicembre, al quale hanno preso parte i rappresentanti dei governi e delle organizzazioni non governative di 40 paesi. Al centro del dibattito anche le strategie mondiali per assicurare un futuro all'educazione fisica nella scuola e la definizione degli standard qualitativi elaborati su basi scientifiche per l'insegnamento di un'educazione fisica, sportiva e corporea in grado di influenzare positivamente la crescita dei giovani. Nel corso della due giorni svizzera sono state analizzate la situazione dell'educazione fisica e sportiva a livello mondiale e l'evoluzione registratasi negli ultimi sei anni, da quando nel 1999 a Berlino si svolse il primo summit mondiale sull'educazione fisica.

 

Obbligatoria per tutti

L'insegnamento dell'educazione fisica risulta essere obbligatorio nella scuola primaria nell'81% dei paesi, mentre il 19% non prevede l'obbligatorietà. Nelle scuole secondarie di tutto il mondo si insegna nell'82% dei paesi, mentre è facoltativa nel 18%. Il tempo di lezione riservato all'educazione fisica a livello mondiale è mediamente di un'ora e 34 minuti a settimana nella scuola primaria e di un'ora e 41 minuti nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Nella scuola primaria dove è previsto un tempo ridotto di insegnamento dell'educazione motoria si va da un minimo di 30 minuti a un massimo di 180 minuti settimanali, mentre nella scuola secondaria i tempi di oscillazione sono più ampi e si va da un minimo di 45 minuti a un massimo di 250 minuti settimanali.

 

la posizione dell'Italia

Nel contesto internazionale l'Italia si colloca in una posizione intermedia: mantiene le ore di educazione fisica alle superiori, attestandosi sui 120 minuti settimanali, contro una media mondiale di 101 minuti, mentre alle medie, dopo la riforma Moratti la gran parte dei collegi docenti ha scelto le 60 ore annuali, dunque si ha una perdita di 360 minuti all'anno, come avvenuto nel 16% dei paesi. Nella primaria l'educazione motoria è prevista per 120 minuti a settimana, contro una media mondiale di 94 minuti.

 

quanto vale il voto

L'Italia, nel complesso, resta un paese che conserva l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione fisica in tutto il curriculum scolastico, una situazione rosea se paragonata a quel 18% di paesi dove la materia è opzionale, soprattutto alle superiori. Anche il voto di educazione fisica, in Italia, gode di pari dignità di quello di altre materie come nell'82% dei paesi e concorre al voto finale della maturità, quando l'educazione fisica è materia di esame, non così altrove, dove il voto o il giudizio formulato dagli insegnanti di educazione fisica non ha un valore legale ai fini della valutazione.

 

dove aumenta

Attualmente il tempo di lezione riservato all'educazione fisica a livello internazionale resta invariato nel 60% dei paesi, ha registrato un aumento nel 24%, mentre è diminuito nel 16% dei paesi. Per quanto riguarda i docenti di educazione fisica, dal 2000 al 2005 il loro status è rimasto invariato nel 70% dei paesi, è peggiorato nel 27% ed è migliorato nel 3%. Nella scuola primaria l'educazione motoria viene impartita dai maestri che insegnano anche altre materie nel 66% dei paesi, compreso l'Italia, mentre risultano essere laureati in scienze motorie nel 34% dei casi. Nella scuola secondaria il dato cambia sensibilmente a favore dell'educazione fisica, che presenta il 97% di docenti laureati in scienze motorie e solo il 3% ha una formazione generica.

 

cosa si fa

Quanto ai contenuti proposti durante le lezioni, prevalgono giochi di squadra, ginnastica e atletica nel 77% della scuola primaria e nel 79% di quella secondaria. Nella scuola secondaria primeggiano i giochi di squadra con un 44%, mentre il 22% dei contenuti viene riservato all'insegnamento dell'atletica, al terzo posto con un 14% vengono gli esercizi di ginnastica, mentre il nuoto occupa uno stringato 5%.