Valutazione/5.

I mali sono figli di nessuno, i meriti . . .

da Tuttoscuola del 15/1/2005

 

Il ministro Moratti non ha dunque tutti i torti quando sottolinea che i mali della scuola italiana hanno una origine antica. Convincono meno le dichiarazioni del ministro quando, viceversa, tenta di ricondurre alla sua azione meriti che anch’essi hanno una origine remota.

Le dichiarazioni della Moratti, infatti, non tengono conto del fatto che il Consiglio dei Ministri del 17 novembre 2000 aveva varato un piano triennale di immissione in ruolo per oltre 103 mila unità e che oltre 40 mila nomine erano state già autorizzate per l’anno scolastico 2000/2001 ed in corso di predisposizione al momento di insediamento del nuovo Governo. Le nomine effettuate successivamente non presentano alcun elemento di straordinarietà perché sono state disposte nel limite del 50% dallo scorrimento di graduatorie di merito, già definite dall’estate del 2001 e non toccate dalle modifiche dei punteggi.

Stesso discorso per l’università perché i sottolineati miglioramenti si sono realizzati per effetto di provvedimenti di riforma degli ordinamenti dei precedenti governi. E’ mancato un intervento iniziale che avrebbe dovuto investire le questioni di ordine generale di carattere didattico e culturale.