Il costo per l’istruzione.

Giuseppe Guzzo La Tecnica della Scuola del 18/1/2006

 

In Italia, lo Stato, gli Enti locali e le famiglie spendono per l’intero percorso di formazione e di istruzione di un ragazzo, dal momento dell’iscrizione alla scuola materna, ormai quasi generalizzata su tutto il territorio, fino ad un diploma o ad una maturità, la somma media di 110.797 euro.

 


Questi i dati globali emersi da un’analisi condotta da Mipa, il Consorzio per lo Sviluppo delle Metodologie e delle Innovazioni nella pubblica amministrazione, resa nota dall’edizione speciale del lunedì del “Sole 24 ore”.

Anche in questa circostanza i dati oggettivi, se disaggregati tra le varie regioni, presentano una situazione a macchia di leopardo. Viene, infatti, fuori una classifica su cui sarebbero interessanti analisi secondo parametri anche qualitativi, non sempre facili, tuttavia.

Il primo posto della classifica è occupato dal Trentino Alto Adige dove il totale della spesa pro-capite tocca la cifra di 176.000 euro. Seguono il Piemonte e la Valle d’Aosta con 113.000 euro. Il Veneto spende per ciascuno studente 124.000 euro, il Molise 122.000, la Lombardia, l’Umbria e l’Emilia Romagna 119.000, la Toscana 118.000, il Friuli e la Sardegna 116.000, le Marche e la Basilicata 115.000, l’Abruzzo 113.000, la Calabria 112.000 il Lazio 107.000, la Sicilia 100.000 la Campania 95.000 e la Liguria con 94.000. All’ultimo si colloca la Puglia con 94.000 euro.

È, ancora una vota il Nord, come si vede, ad occupare le posizioni più favorevoli della classifica che indica la spesa globale affinché dalla scuola dell’infanzia un ragazzo raggiunga l’esame di maturità o un diploma.

All’interno di questa graduatoria di dati quantitativi, tuttavia, è possibile fare un’altra lettura e vedere come, ad esempio, colà dove sono più scarse le risorse delle famiglie aumentano quelle degli enti locali o viceversa. È pure possibile verificare, purtroppo, come taluni ragazzi nei loro percorsi di formazione sono costretti a cumulare svantaggi a svantaggi. È il caso in cui la famiglia di disagiate condizioni socio-economiche risiede in una regione pur essa svantaggiata economicamente o che, peggio, non ha maturato un’adeguata cultura della formazione ed investe poco per la scuola.

Estrapolando dai dati generali, la percentuale impegnata dalle famiglie, ancora una volta viene fuori una classifica a macchia di leopardo. Al primo posto si colloca la Sardegna dove le famiglie sono impegnate nell’educazione e formazione dei loro figli fino al 20,8 % della spesa totale. Seguono la Valle d’Aosta ed il Piemonte con il 18,5 % della spesa globale. Chiudono la classifica la Calabria con il 7,6 % e la Basilicata con il 7,5 %.