Gli esami finiscono con l'essere meno selettivi di un tempo,
e soprattutto degli scrutini, la vera bestia nera di alunni e studenti.

Maturità, ecco dove ci sono i buchi.

di Giovanni Scancarello, da Italia Oggi del 15/8/2006

 

Gli esami finiscono con l'essere meno selettivi di un tempo, e soprattutto degli scrutini, la vera bestia nera di alunni e studenti. Complice, nel primo caso, l'introduzione della valutazione biennale e, nel secondo, forse, un orientamento rimasto per troppo tempo sulla carta. Nella scuola di mezz'estate torna dunque in scena la valutazione e dopo le iniziative ministeriali intraprese nei giorni scorsi (vedi ItaliaOggi dell'8 agosto 2006) e che porteranno il parlamento a discutere del nuovo esame di stato, il ministero della pubblica istruzione lancia il suo ultimo rapporto sui risultati di scrutini ed esami dell'a.s. 2005/2006. Lo studio è stato condotto dal sistema statistico del ministero dell'istruzione su un campione significativo di scuole secondarie di primo e di secondo grado.

 

Gli scrutini

Il Mip traccia il profilo di una scuola che interpreta una funzione selettiva più nel momento degli scrutini più che all'esame conclusivo per il conseguimento della licenza o del diploma. La scrematura si fa per lo più con gli scrutini per l'ammissione al terzo anno delle secondarie di primo grado (le ex scuole medie) e per l'ammissione al secondo anno delle secondarie di secondo grado. Sono infatti questi passaggi, soprattutto il primo anno delle superiori, a rappresentare il filtro decisivo per gli studenti. Alle secondarie di secondo grado la selezione è forte soprattutto al primo anno: il 16,3% degli studenti non viene ammesso a frequentare la seconda classe, mentre diventa irrilevante lo scarto negli anni successivi al primo. Scrutini più duri per gli studenti degli istituti tecnici e dei professionali (non ammessi rispettivamente pari a 15,4 e 18,9%), più facile invece al liceo dove il livello dei non ammessi fa registrare un'incidenza minima.

Per quanto riguarda le ex scuole medie, l'introduzione della valutazione biennale, proprio per effetto della riforma, ´ha fatto sì che nel secondo anno della scuola secondaria di primo grado',, così si legge nel rapporto pubblicato su istruzione.it, ´i ragazzi non ammessi al terzo anno siano una percentuale più alta rispetto all'a.s. 2004/05 (3,6%, a fronte del 2,6%)'.

 

Gli esami

A conclusione del primo ciclo, gli studenti licenziati nell'ultimo anno scolastico ammontano al 99,7% del totale dei candidati. Per quanto riguarda il loro rendimento, oltre il 33% degli alunni si attesta al giudizio sufficiente e solo il 17,7% fa registrare ottimo. Quanto agli esami di stato, sul campione di studenti esaminato, il tasso di conseguimento del diploma è risultato del 96,5%, dato alto e comunque stazionario rispetto al precedente anno scolastico. Una media che combacia quasi con il valore assoluto riferito alla popolazione scolastica impegnata nelle prove finali dei percorsi di studio e una tendenza, quella a discostarsi mediamente poco nel corso del tempo, che dura anche nel lungo periodo. Per registrare il dato di una forte selezione agli esami bisogna infatti risalire a prima del 1969, anno cioè in cui prese vita l'esame sperimentale di maturità. Doveva durare solo due anni, ce ne mise però quasi 30 per andare in quiescenza.