ALLARME

La scure di Tremonti sulla scuola

meno supplenze e aggiornamento.

Gli effetti della manovra per l´istruzione siciliana.
La Cgil: "Penalizzati stranieri e disabili"

Salvo Intravaia la Repubblica dell'1/11/2005

 

Meno integrazione per i ragazzini disabili e per gli alunni stranieri. Meno possibilità di aggiornamento per i docenti, compresi i neo-assunti in ruolo, e meno autonomia per le scuole che, senza finanziamenti, non potranno organizzare le cosiddette attività complementari. Il segretario generale della Flc Cgil siciliana, Enza Albini, lancia l´allarme sull'impatto del decreto tagliaspese varato dal governo Berlusconi sulle scuole siciliane. Arriveranno meno fondi per pagare le supplenze, per la formazione e l´aggiornamento del personale docente, per gli esami di Stato e per la realizzazione dell'autonomia scolastica. E ancora, meno risorse per gli studenti, che vedranno ridotti i fondi per gestire le Consulte provinciali, organi di autogoverno degli alunni delle scuole superiori. Insomma, una stangata ad ampio raggio.

La manovra bis stilata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, costerà alle casse della scuola siciliana oltre 8 milioni 770 mila euro. Quasi azzerato, in particolare, il capitolo della spesa per la realizzazione di iniziative a carattere nazionale in materia di sicurezza nelle scuole: il taglio è di un milione 660 mila euro su un milione 727. La direzione scolastica regionale avrà meno soldi per pagare lo straordinario dei dipendenti, ma anche meno fondi per pagare le bollette telefoniche e della luce e per spedire i telegrammi.

Non è tutto. Uno dei tanti capitoli di bilancio "tagliati" (di 373 mila euro) è quello che riguarda borse di studio riservate alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, spese per la formazione e la realizzazione di progetti nel campo degli appartenenti alle minoranze linguistiche, contributi e sussidi ai Comuni per arredamento e «iniziative varie a favore della scuola dell'obbligo con particolare riferimento al Mezzogiorno d´Italia» e spese per la realizzazione di progetti nazionali finalizzati alla prevenzione del disagio giovanile e alla lotta alla droga.

«La scuola siciliana, già ampiamente penalizzata - accusa la Albini - a causa di una politica regionale che porta a spendere per ogni alunno la metà di quanto si spende nelle altre realtà nazionali, è destinata a cadere ancora più in basso. Pensavamo di avere raggiunto il fondo ma evidentemente non è così. L´istruzione e la formazione siciliana sono ormai in caduta libera».