I tanti piccoli evasori dell’obbligo scolastico.

da TuttoscuolaFocus N. 95/191 del 29/3/2005

 

Il recente decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri sul diritto-dovere che amplia e modifica l’obbligo scolastico prevede uno strumento nuovo nella lotta all’"evasione scolastica": l’istituzione dell’anagrafe scolastica nazionale per controllare l’effettivo adempimento dei milioni di alunni che hanno il dovere di frequentare corsi di istruzione e di formazione.

Il ministero dell’Istruzione sta da alcuni mesi impiantando questa anagrafe (sarebbe interessante conoscerne lo stato dei lavori), soprattutto con l’intenzione di controllare quella dispersione scolastica del dopo scuola media che da anni preoccupa i nostri politici, visto il basso livello di diplomati del nostro Paese.

Ma una nuova emergenza di evasione dell’obbligo scolastico ai livelli iniziali sta interessando il nostro Paese giorno dopo giorno.

Si tratta dei piccoli extracomunitari che affollano, ogni giorno di più, i crocevia delle grandi città, delle metropolitane, dei mezzi di linea e delle strade dei grandi e piccoli centri urbani.

Rumeni, albanesi e minori di imprecisate provenienze sono la prova quotidiana di questa evasione di massa dell’obbligo scolastico. Non è azzardato ritenere che almeno 8-10 mila bambini di varia età, disseminati nel nostro Paese, non frequentino in alcun modo le scuole. Spesso le loro famiglie, clandestine, non vogliono far scoprire la loro situazione irregolare, oppure se ne avvalgono per l’accattonaggio.

Le nostre leggi prevedono il diritto e anche l’obbligo all’istruzione nei confronti di questi minori, senza riferimento alla regolarità della loro posizione. L’intento è lodevole e la legge va apprezzata. Ma va anche, e soprattutto, applicata. L’anagrafe scolastica da sola non potrà bastare per evitare l’evasione dall’obbligo scolastico.

Chi attualmente controlla che i minori assolvano a questo dovere? Forse solo con l’intervento di assistenti sociali, vigili urbani e polizia si potrebbe difendere il diritto di quei ragazzi ad una istruzione normale ed evitare anche prossime emergenze sociali per il nostro Paese.