Docenti: 58.000 assunzioni,

il 27 maggio il decreto al Consiglio dei Ministri


Il piano triennale, con ulteriori 38.000 assunzioni per i due anni successivi, è stato programmato dal Miur con la consulenza di alcuni tecnici del ministero dell'Economia. Sembrerebbe che il contingente da assumere a tempo indeterminato sia composto soltanto da insegnanti: i sindacati chiedono attenzione anche per il personale Ata.

di Alessandro Giuliani da La Tecnica della Scuola del 13/5/2005

 

Dovrebbe essere presentato il prossimo 27 maggio al Consiglio dei Ministri il piano di assunzioni di 58 mila insegnanti per il 2005/2006 e di 19.000 per ciascuno dei due anni scolastici successivi: il piano triennale, di 100.000 assunzioni complessive, è stato programmato dal Miur assieme alla consulenza di alcuni tecnici del Ministero dell'Economia. Secondo fonti sindacali, per il primo anno di assunzioni il Ministero dell'Istruzione aveva prospettato un numero ancora più alto, ma i tecnici del ministero dell'Economia hanno esaminato i conti e ritenuto di ridurre il numero complessivo di circa 5mila unità. Non sono esclusi, tuttavia, ulteriori ritocchi prima che il provvedimento venga sottoposto al vaglio dei consiglio dei ministri di fine mese.

Soddisfatti parzialmente i sindacati che, in coro, rivendicano "l'immediata immissione in ruolo su tutti i posti e quindi su tutte le 105 mila cattedre vacanti e sui 70.000 posti liberi relativi al personale non docente".

Quel che ha fatto infuriare di più le organizzazioni sindacali è stato proprio il fatto che, da prime indiscrezioni trapelate da Viale Trastevere, il contingente da assumere a tempo indeterminato sia composto esclusivamente da insegnanti. "Sembra che il Ministero per gli Ata (amministrativi, tecnici ed ausiliari) non voglia prendere in considerazione alcuna immissione in ruolo - spiega Gino Galati, segretario generale dello Snals - se le cose dovessero stare così siamo pronti a condurre proteste formali per difendere una categoria composta da diverse decine di migliaia di precari. Insistiamo sulla immissione in ruolo anche questi lavoratori di cui sembra che tutti si siano dimenticati".

"E' infatti necessario - ha concluso Galati - guardare alla istituzione scuola nella sua complessità, che per il suo funzionamento ha bisogno della stabilità di tutto il personale".