Oggi al cdm.

Precari p.a., arriva il dl per assumerli.

da ItaliaOggi del 24/6/2005

 

Dentro i precari della scuola. Per assicurare "la funzionalità di settori della pubblica amministrazione", oggi il consiglio dei ministri approverà un decreto legge che autorizza immissioni in ruolo nella scuola per il prossimo anno, oltre a una serie di regolarizzazioni per altri comparti del pubblico impiego. Il provvedimento (anticipato in esclusiva da ItaliaOggi martedì scorso) punta a realizzare un piano di eliminazione progressiva del precariato. A partire da quello del settore dell'istruzione che conta i vuoti in organico più consistenti del pubblico impiego: 127 mila gli insegnanti (pari al 15,3% delle cattedre) e 73 mila gli Ata, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (il 29,4% dell'organico di diritto. Il ministro della funzione pubblica, Mario Baccini, avvierà anche il confronto sul progetto di un provvedimento esteso al personale con contratto a tempo determinato su posti vuoti d'organico di ministeri, amministrazioni statali e aziende autonome. Sui numeri dei nuovi contratti a tempo indeterminato della scuola, la battaglia tra i dicasteri dell'istruzione e dell'economia era ancora in corso ieri sera: la cifra data come probabile è quella che vorrebbe per gli insegnanti un pacchetto di immissioni in ruolo di circa 60 mila, alla quale si aggiunge la quota per gli Ata, conteggiata in 5 mila. Numeri che, per i docenti, consentirebbero di coprire i vuoti lasciati nell'organico di diritto dai pensionamenti degli ultimi tre anni. Non copre neanche il turnover del prossimo anno (conteggiato dal ministero dell'istruzione in circa 6500), invece, la copertura chiesta per gli Ata.
Il piano pluriennale di assunzioni con il quale eliminare tutte le supplenze, come prevede la legge n. 143/2004, è dunque rinviato.

Per le nomine, i docenti saranno individuati per il 50% dalle graduatorie permanenti, per la restante metà dalle liste permanenti.

Nel decreto legge trovano spazio anche misure per altri settori della p.a., a partire dall'università Carlo Bo, alla quale arriveranno finanziamenti straordinari per evitare la chiusura. Se il decreto sarà approvato oggi, scatteranno da domani i 60 giorni di tempo che hanno senato e camera per l'approvazione definitiva.

È probabile, come già avvenuto con provvedimenti di analoga fattura, che via via il provvedimento diventerà l'occasione per inserire le misure più disparate, proposte da entrambe le coalizioni, con un inevitabile appesantimento dell'iter parlamentare.