In Finanziaria solo il 4,4% delle risorse.

da ItaliaOggi del 25/1/2005

 

Il confronto con le parti sociali sulla riforma della secondaria, avviato dal ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, coinvolge direttamente non le scuole, ma chiunque voglia dire la sua, che può inviare una e-mail al forum del sito del ministero.

Il decreto attutivo della legge n. 53/2004 dovrà essere approvato entro il prossimo 17 ottobre. I licei e l'istruzione e formazione professionale (Ifp) partiranno, gradualmente, dal 1° settembre 2006, ma i giovani dovranno già iscriversi entro il gennaio 2006. In mezzo ci sono le elezioni politiche, un nuovo governo e, forse, un nuovo ministro. La discussione che si è aperta ha sullo sfondo la scadenza elettorale, che sicuramente avrà il suo peso.

L'obiettivo della riforma è quello di creare un sistema secondario articolato in due sottosistemi di pari dignità:

-  licei, propedeutici all'università, ma non al lavoro;

-  istruzione e formazione professionale (Ifp) che dà qualifiche e diplomi per il lavoro, ma anche per proseguire gli studi.

Il decreto disegna i nuovi licei di cui però solo quattro (classico, scientifico, linguistico e scienze umane) sono effettivamente propedeutici all'università. I licei artistici e musicale consentono l'accesso a precisi corsi di livello universitari: accademia delle belle arti o architettura i primi, conservatorio o accademia della danza il secondo. I licei economico e tecnologico, articolati in dieci indirizzi e tre opzioni, dal meccanico ai trasporti passando per l'agro-alimentare, non sembrano propedeutici all'università; eppure sono destinati a raccogliere la maggioranza parte degli studenti, quelli che oggi frequentano gli istituti tecnici e professionali.

Cosa sarà l'Ifp? A oggi sono poche migliaia i corsi triennali sperimentali e una formazione professionale che guarda con apprensione il 2007, quando cambieranno le regole dei fondi comunitari da cui arrivano molti finanziamenti. Rimane indefinito chi debba gestire il sistema generale: il ministro pensa che lo stato si occupi dei licei e le regioni dell'Ifp, ma le regioni rivendicano la nuova competenza sull'intero sistema effetto del nuovo titolo V della Costituzione. Manca, anche solo per memoria, un articolo sulle risorse finanziarie. Dei 4.283 milioni di euro di nuove risorse previste dal piano di sostegno alla riforma, con le Finanziarie 2004 e 2005 ne sono stati stanziati 190 milioni, il 4,4% di quanto preventivato. In ritardo anche l'attuazione del diritto-dovere, che ha sostituito l'obbligo scolastico: passerà nell'anno scolastico 2005-06 da dieci a 11 anni, senza però arrivare ai 12 previsti dalla riforma.