Il sì parlamentare

al decreto sull’alternanza scuola-lavoro.

 da Tuttoscuola del 22/2/2005

 

Dopo il parere favorevole del Parlamento allo schema di decreto legislativo per il diritto-dovere (con richiesta di modifica del testo iniziale), anche lo schema di decreto per l’alternanza scuola-lavoro ha avuto l’ok della Camera, con il voto contrario dell’opposizione, che ritiene che il provvedimento finisce per costituire "un vero e proprio terzo canale di istruzione".

Come per l’altro schema di decreto, anche quello sull’alternanza ha ricevuto parere favorevole condizionato all’accoglimento di diverse integrazioni e modifiche.

Si tratta di ben dieci condizioni poste dalla maggioranza della Commissione istruzione della Camera che confermano anche per questo decreto tutta la tribolazione che lo ha accompagnato nell’iter consultivo prima in Conferenza unificata (mancata intesa sul decreto) e poi in commissione parlamentare.

Anche il Senato ha posto delle condizioni. Il presidente della commissione Istruzione di Palazzo Madama Franco Asciutti (FI), ha presentato un documento in cui si chiede al governo di rivedere in profondità il capitolo dell'avviamento al lavoro. La riforma prevede la possibilità di completare l'obbligo scolastico dopo i 15 anni con attività lavorative. Ma molti senatori temono che la scelta dell'avviamento al lavoro si sostituisca completamente al percorso scolastico. Per questo, nel documento preparato da Asciutti si chiede al governo di chiarire che l'alternanza scuola-lavoro "si rivolge potenzialmente alla totalità degli studenti e non solo a una parte di essi".

Un punto su cui si sofferma il documento è quello delle ore dedicate alla didattica in aula e quelle trascorse nell'attività lavorativa. Qui si chiede che sia fissato un rapporto minimo per evitare che i ragazzi che scelgono l'alternanza scuola-lavoro abbandonino il normale percorso scolastico.

L’opposizione parlamentare ha espresso parere contrario con alcune osservazioni recepite nel parere conclusivo, come quelle relative alla formazione e al compenso del docente tutor e quella dell’effettuazione delle attività di alternanza in giorni e periodi coincidenti con le attività didattiche, e quella sugli stanziamenti di risorse (che il parere approvato mette a carico delle istituzioni scolastiche).

Lo schema di decreto, dopo le eventuali integrazioni al testo iniziale (il parere non è vincolante), approderà nelle prossime settimane in Consiglio dei Ministri che lo dovrà approvare in via definitiva. Se il Presidente della Repubblica lo firmerà, il nuovo decreto legislativo potrebbe essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale nella seconda quindicina di marzo.