Ormai è la Riforma della discordia:

anche Forza Italia contro.

da ScuolaOggi del 10/2/2005

 

Ormai la frittata è fatta: la riforma Moratti ha perso anche quella che doveva essere la forza di sostegno più decisiva, Forza Italia. E non siamo alle indiscrezione: nei giorni scorsi a Roma si è svolto un il summit del Coordinamento nazionale del dipartimento scuola e università del massimo partito governativo da cui è emersa una secca bocciatura della bozza del decreto legislativo sul secondo ciclo, in pratica il passaggio più delicato della riforma. Al termine della riunione è stato emesso un comunicato (che pubblichiamo integralmente di seguito) con una lunga serie di crtiche che di fatto portano a una conclusione: la riforma così come è stata presentata dalla Moratti va cambiata. Ma come si fa se entro settembre per legge l'iter deve essere concluso? Siamo di fronte a un'ipotesi di lavoro che non una più un elemento di sostegno: sono tutti contro. La riforma insomma non ha più gambe per camminare. Alla resa dei conti una delle cambiali che Silvio Berlusconi ha sottoscritto che ben difficilmente potrà alla fine onorare. Ecco il testo del documento di Forza Italia.

F.I. ha riunito il Dipartimento scuola e università con la partecipazione dei parlamentari delle Commissioni cultura di Camera e Senato e i rappresentanti delle assemblee e delle giunte regionali e provinciali per discutere della bozza di riforma del secondo ciclo.

F.I. ha sostenuto tutte le fasi attuative della legge 53 e ritiene che essa risponda pienamente alle aspettative del Paese soprattutto per rilanciarne il sistema sociale, economico e produttivo.

Il decreto sul secondo ciclo rappresenta il punto più qualificante di questa strategia e sulla sua implementazione si concentrano le maggiori attenzioni della società.

F.I rileva che la bozza in discussione presenta significative discordanze con la legge di riforma, al punto di vanificarne i propositi di cambiamento e di innovazione.

In primo luogo F.I. ritiene che la riforma del secondo ciclo debba segnare una forte discontinuità con l’attuale struttura della secondaria, caratterizzata da forti tassi di selezione e abbandoni scolastici e che produce scarsa qualificazione professionale media. In questo senso la legge ha delineato un sistema di Istruzione e formazione professionale moderno e europeo che dovrà comprendere tutta l’offerta di titoli tecnico professionali. Sistema che dovrà svilupparsi naturalmente nel settore terziario con la previsione di percorsi stabili di Formazione tecnico professionale superiori non accademici secondo le raccomandazioni dell’OCDE e la dichiarazione di Bologna (1999).

Spostare, come fa la bozza di decreto, ulteriormente il baricentro del ciclo secondario sul versante liceale, con l’inevitabile “de-professionalizzazione” dei diplomi tecnici e conseguente propedeuticità al proseguimento degli studi, accentuerebbe i fattori di crisi del nostro sistema educativo, vanificando la domanda del sistema produttivo.

F.I. ritiene che debba essere chiaramente connotato il sistema di Istruzione e formazione professionale per dargli una dimensione adeguata a sostenere una domanda di professionalizzazione che viene dal mondo del lavoro e delle professioni e, pertanto, vada superata la palese omogeneizzazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale con quelli liceali.

In secondo luogo si esprime preoccupazione per la compressione degli spazi di autonomia delle scuole e della libertà di scelta degli studenti e delle famiglie che emerge con chiarezza dai quadri orari e dagli OSA dei licei presentati dall’Amministrazione.

F.I chiede che sia pienamente attuato il dettato costituzionale che si fonda sull’autonomia delle scuole e sul principio di sussidiarietà verticale e orizzontale: la trasformazione del nostro sistema educativo in un sistema più libero che coniughi la libertà d’insegnamento con le libertà di apprendimento e di scelta educativa delle famiglie, oltre a valorizzare le migliori professionalità presenti nel mondo della docenza e della dirigenza.

In particolare dall’assemblea del Dipartimento sono emersi alcuni punti critici che sono dirimenti per il sostegno di F.I. al progetto di riforma dei licei e, in particolare, F.I ritiene che:

  1. debba essere individuato un nucleo essenziale di discipline che connoti la dimensione liceale riducendo il numero di discipline del quadro orario obbligatorio, ampliando lo spazio per le attività opzionali e facendo emergere in maniera esplicita la dimensione di propedeuticità degli studi liceali per il segmento terziario, accademico e non;

  2. si debba arricchire il repertorio delle discipline opzionali obbligatorie;

  3. si debba ridurre in maniera consistente il numero di indirizzi del liceo tecnologico che, così come proposto, rappresenta una razionalizzazione delle sperimentazioni esistenti, connotandosi come un ibrido tra licealità e terminalità;

  4. si debba prevedere un’organizzazione degli insegnamenti per raggruppamenti di aree disciplinari, con quote orarie riferite su base annuale e biennale, indicando una fascia di oscillazione oraria per le singole discipline entro cui le scuole organizzano i piani di studio personalizzati;

  5. si debba riformulare la proposta relativa alle attività motorie;

  6. si debbano inserire il latino, la filosofia, il diritto, la fisica e la chimica nelle attività opzionali obbligatorie rispettivamente nei licei ove queste discipline non sono previste o sono presentate con un orario ridotto.

F.I. ritiene, infine, che, rispetto al nuovo quadro giuridico-istituzionale, debba essere valorizzato il ruolo istituzionale delle diverse autonomie (regioni, autonomie locali e istituzioni scolastiche) distinguendo meglio, nel decreto legislativo, tra piano degli ordinamenti e piano gestionale.

In riferimento alla bozza di decreto inerente la formazione del personale docente (ex art. 5, L. 53/03) F.I. ritiene che debba essere valorizzata appieno l’autonomia scolastica e responsabilizzare maggiormente le scuole riconoscendo loro un ruolo attivo nell’ambito della selezione del personale docente che in esse andrà ad operare per l’anno di praticantato.

Forza Italia, al fine di rendere più proficuo, sia per l’abilitato sia per la scuola, il lavoro dell’anno di praticantato, propone di istituire Albi regionali degli abilitati, in relazione ai quali le scuole abbiano la possibilità di valutare i curricula degli abilitati che richiedono di svolgere detto anno presso di esse e la specificità del progetto educativo di ciascuna scuola, sviluppato nel Piano dell’Offerta Formativa.

Quanto alla proposte di legge attualmente in discussione presso il Parlamento, il Dipartimento di Forza Italia ha confermato come propria priorità la sollecita approvazione del D.D.L. sullo stato giuridico dei docenti, passo indispensabile per valorizzare e rilanciare il ruolo professionale dei docenti e per sostenere adeguatamente il processo di riforma.