LA PROTESTA.

In tutt'Italia: no al decreto su riforma del corpo docente

Prof. contro la Moratti occupati gli atenei.

Al centro delle polemiche la cancellazione dei "ricercatori".

di Mario Reggio, da la Repubblica del 22/2/2005

 

ROMA - Il disegno di legge delega sulla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari approda nell'aula di Montecitorio e negli atenei riesplode la protesta. In decine di università ricercatori e docenti hanno occupato "simbolicamente" i rettorati chiedendo il ritiro del decreto. In un´aula di fatto deserta, il ministro Letizia Moratti, sola sugli scranni del governo, ha abbozzato la difesa: «Abbiamo ripreso l´iter del disegno di legge ascoltando le esigenze espresse dalla Conferenza dei Rettori e dal Consiglio universitario nazionale, il dibattito deve avere ora la sua sede naturale nel Parlamento».

Ma il provvedimento, già modificato in Commissione, rischia di essere stravolto alla Camera, visto che molti parlamentari del centro-destra hanno già annunciato la presentazione di numerosi emendamenti. Al centro delle polemiche la cancellazione della figura del ricercatore, mentre gli oltre 20 mila assunti a tempo indeterminato, dovrebbero andare ad "esaurimento". Luciano Violante, capogruppo dei Ds, ha invitato il governo a riportare il disegno di legge in commissione, «per riscrivere un testo ormai improponibile e che non piace a nessuno». Sulla stessa linea tutti i sindacati dei docenti universitari e le associazioni dei ricercatori. «Il disegno di legge delega deve essere ritirato, perché è un provvedimento inaccettabile», dichiara il segretario della Cgil Enrico Panini, che annuncia un sit-in stamattina davanti a Montecitorio e lo sciopero generale dei docenti per il prossimo 2 marzo.

La Crui, in documento ufficiale, ha chiesto al ministro Moratti di trasformare la delega in disegno di legge, il mantenimento della fascia dei ricercatori, la conferma della distinzione tra il tempo pieno e quello definito dei docenti, che la "riforma" Moratti vorrebbe cancellare.