E Darwin ritorna alle medie.

da ItaliaOggi del 19/4/2005

 

Con la nuova bozza di riforma della secondaria si è rimessa mano anche a elementari e medie. Sono stati inseriti, infatti, alcuni articoli che riguardano il 1° ciclo, raggruppati sotto il titolo "Raccordo e continuità tra il primo e il secondo ciclo". La legge n. 53/03 prevede che, entro 18 mesi dall'entrata in vigore di ogni decreto, il governo possa adottare correzioni e integrazioni. Per il decreto 59/04 su infanzia e 1° ciclo la scadenza è il 3 settembre 2005. Tempi stretti ma possibili. Avere inserito quegli articoli in questa bozza invece di predisporre un decreto ad hoc sembra avere lo scopo di dimostrare la volontà di proporre correttivi. Tra le richieste di modifica provenienti dal mondo della scuola che non sono state accolte, in primo luogo quella che riguarda il tutor.

Queste le modifiche accolte.

MEDIE

Nella secondaria di 1° grado l'orario obbligatorio annuale di 891 ore (pari a 27 ore settimanali) viene innalzato:

  • per mantenere l'insegnamento dello strumento musicale dei corsi a indirizzo musicale;

  • per garantire un'ora settimanale obbligatoria per l'insegnamento della lingua inglese.

 

INDICAZIONI NAZIONALI

Sono cambiate le indicazioni nazionali, cioè gli obiettivi specifici di apprendimento, relativi a:

  • inglese (alle elementari);

  • seconda lingua comunitaria (alle medie). Conoscenze e abilità delle lingue straniere sono strutturati per livelli, per tener conto dei criteri europei.

  • scienze (3° anno della secondaria 1° grado). Si tratta di inserimenti importanti: Galilei, Newton, Einstein nello studio del sistema solare; le interazioni reciproche tra geosfera e biosfera, loro coevoluzione, Darwin; l'origine, evoluzione, ere geologiche, fossili; la riproduzione e il suo significato evolutivo; le mutazioni naturali e indotte.

  • informatica (primo ciclo) solo annunciata perché in via di definizione il programma, di intesa con il ministero dell'innovazione tecnologica.

Il ministro utilizza così nuovamente il decreto, e non il regolamento, come prevede la legge di riforma n. 53, per modificare le indicazioni nazionali sui piani di studio.