Da settembre possibili 40mila assunzioni.

di Luigi Illiano, da Il Sole 24 Ore del 2/4/2005.

 

Docenti precari, pronta una bozza per l'assunzione in ruolo da far scattare a partire dal prossimo settembre.Nelle stesse ore nelle quali è stato emanato il decreto sul riordino delle graduatorie permanenti (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) si è tenuto un summit tra i tecnici del ministero dell'Istruzione e quelli dell'Economia.

Al centro del confronto la bozza con l'ipotesi delle immissioni in ruolo, secondo il piano pluriennale annunciato nelle scorse settimane dallo stesso ministro, Letizia Moratti, che aveva manifestato la volontà di valutare "la possibilità di assumere i 200mila insegnanti precari". La bozza esamina la possibilità di nominare in ruolo un primo scaglione di 40mila docenti. Il documento, in particolare, contiene la proiezione di spesa prevista per 60mila assunzioni, pari a 110 milioni di euro.E dall'Economia sarebbero giunti segnali positivi, anche se si lavora ancora per fare in modo che i conti siano in ordine. L'accelerazione verso il piano pluriennale di assunzioni è stata impressa dallo stesso ministro Moratti che martedì 29 marzo ha incontrato lo stato maggiore di viale Trastevere per indicare le linee da seguire.

"Va dato atto al ministro che sta mantenendo gli impegni presi con Alleanza nazionale, ma occorre fare in fretta per consentire le prime assunzioni già dal prossimo anno scolastico", sottolinea Giuseppe Valditara, responsabile scuola di An, confermando, in pratica, le operazioni in corso al Miur per i docenti precari.

Intanto, dal fronte sindacale non sono mancate le critiche sul decreto per le graduatorie permanenti. Per Enrico Panini (Cgil) "il provvedimento non cancella la gravità delle questioni che pesano su tutta la partita del precariato. In particolare, la mancata determinazione di un piano pluriennale per le immissioni in ruolo e l'assoluta incongruenza dell'aver affidato alla legge la determinazione delle tabelle di punteggio che ha creato e continua a creare non poche storture e ingiustizie". Per Alessandro Ameli (Gilda degli insegnanti) si tratta di un "documento che non cancella le iniquità e le sperequazioni nell'attribuzione dei punteggi". Massimo Di Menna (Uil) chiede "certezza sulla partenza dei corsi abilitanti previsti". Inoltre, secondo Di Menna "senza le assunzioni le graduatorie rimangono soltanto una fabbrica di precari a vita".