Il portfolio delle competenze

e scopri le qualità dell’alunno

 

di G. Tes. da Il Corriere della Sera di Lunedì, 20 Settembre 2004

 

Paradigmaticamente. Ci risiamo. L’avverbio manca pure al Devoto-Oli, ma nelle Indicazioni nazionali c’è, alla voce portfolio delle competenze. Ebbene, in questa «cartella» andranno inseriti «materiali prodotti dall’allievo individualmente o in gruppo, capaci di descrivere paradigmaticamente le più spiccate competenze del soggetto».

Nella Riforma del 1985 il legislatore semplificò le cose: «gli insegnanti devono raccogliere in maniera sistematica e continuativa informazioni relative allo sviluppo dei quadri di conoscenza e di abilità, alla disponibilità ad apprendere, alla maturazione del senso di sé‚ di ogni alunno (...) in alcuni casi sarà utile rifarsi a prove oggettive, in altri a forme di registrazione proprie dell’esperienza didattica meno formalizzata».

Ma già il ministro di sua maestà Vittorio Emanuele III, si era occupato dell’allora portfolio: «Il maestro è tenuto a compilare i moduli stabiliti con le annotazioni di profitto per le singole materie di studio, il programma didattico redatto per gruppi di lezione, la cronaca della scuola, sulle opere integrative, sulle visite, gite feste della scuola; su episodi notevoli della vita cittadina in rapporto alla scuola. In base ai dati risultanti dal diario e dalla cronaca, il maestro alla fine dell’anno invia al direttore un prospetto statistico, come pure la raccolta degli elaborati della scolaresca...». Articolo 357 del Regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297.