Prima di tutto, chi deve imparare


da Il Corriere della Sera di Lunedì, 20 Settembre 2004

 

«La riforma è partita!»: questo il leitmotiv che accompagna l'inizio del nuovo anno scolastico. E i temi che si propongono non sono pochi: da cosa insegnare, all'integrazione scolastica, con le soluzioni più diverse e anche cervellotiche (l'invenzione delle «quote» dimentica ad esempio l'esistenza già dal 1989 di circolari che fissano a non più di cinque gli alunni stranieri per classe); al tutor o maestro prevalente, ben accolto dai genitori e discusso dai docenti; a quella carta d'identità dello studente per tutto il ciclo denominata portfolio; ai Larsa, sigla per Laboratori di approfondimento, recupero e sviluppo degli approfondimenti che si finirà per classificare come corsi di recupero (quale in effetti diverranno); ai costi dei libri di testo (e sarà il caso anche di parlarne, anche per vedere sino a che punto servano veramente o siano solo per buona parte accumuli cartacei); ai classici da riproporre; e tant'altra «carne al fuoco» che va bruciando a fuoco più o meno lento. Problemi che non tarderanno a venire al pettine; e che vedranno in primo piano docenti, genitori, sindacati, funzionari tutti presi a parlare di bene degli alunni, pensando però un poco anche ai propri «beni».

L'augurio di inizio anno è un altro. È che ci si ricordi davvero della centralità dell'alunno. Della centralità di quella «Educazione alla convivenza civile» che ci si propone di raggiungere. Che ci si ricordi, insomma, del significato della parola «alunno» (che uso volutamente, anziché scolaro). Cosa significhi lo raccontava già nel VII secolo d. C. Isidoro di Siviglia nel suo Etimologie o Origini, e lo si può ora leggere a pagina 791 della recente splendida edizione Utet: «Alunno vien da alere : ossia alimentare: sebbene possa essere definito alunno tanto colui che alimenta quanto colui che è alimentato, vale a dire tanto colui che nutre quanto colui che è nutrito, l’accezione migliore è comunque quella di colui che è nutrito». La morale? Nutrirsi al meglio; per nutrire al meglio.