Redistribuiti gli incarichi, a Palermo solo 58 insegnanti

per ogni cento bambini "diversabili" .

Meno insegnanti di sostegno

genitori e docenti protestano.

 

di Salvo Intravaia da la Repubblica di Palermo dell'11 settembre 2004

 

Gli alunni disabili sono tutti uguali? Sembra proprio di no. In provincia di Palermo scolari e studenti «diversamente abili» (che soffrono di una qualche forma di handicap) hanno a disposizione molti meno docenti di sostegno rispetto a quelli delle province di Messina e Siracusa. Lo ha deciso il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, che ha distribuito i posti di sostegno per il prossimo anno scolastico. Nelle scuole di Palermo e dintorni per ogni cento alunni disabili ci saranno a disposizione appena 58 docenti di sostegno. In provincia di Siracusa gli insegnanti specializzati saranno invece 76 per ogni cento ragazzi. Nella provincia di Messina la quota è stata fissata adesso a 75 docenti.

È questo il bilancio definitivo dell'organico di sostegno nell'Isola dopo le recenti polemiche sui tagli attuati da Di Stefano nello scorso luglio. Tagli che hanno spinto nelle ultime settimane i genitori dei ragazzi, gli insegnanti e i rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni dei disabili a scendere in piazza. Il proconsole in Sicilia del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, ex provveditore agli studi di Palermo, dopo le proteste pubbliche di Messina e gli interventi sul fronte politico anche da parte di esponenti della maggioranza (Giovanni Ardizzone, deputato regionale Udc, che ha presentato un´interrogazione all'Ars), dei presidenti delle Province e dei sindaci dei comuni interessati, è stato costretto a ritornare sui suoi passi redistribuendo gli incarichi e assegnando un contingente supplementare di 234 posti alla provincia di Messina e di 168 posti a quella di Siracusa. Ma, a conti fatti, la scuola più penalizzata in Sicilia resta quella palermitana che per 4.136 portatori di handicap avrà 2.265 docenti di sostegno.

Nel corso del mese di luglio Di Stefano - pressato dai vertici del ministero dell'Istruzione - ha tagliato le richieste dei dirigenti dei Centri servizi amministrativi (gli ex provveditorati) dell'Isola di ben 1.244 posti. Taglio operato tenendo conto del rapporto alunni posti di sostegno, che secondo il ministero in Sicilia è ancora troppo basso. A Messina e Siracusa le proteste hanno prodotto gli effetti sperati. Anche se il provveditore agli studi di Messina, Gustavo Ricevuto, pur considerando l´assegnazione aggiuntiva di due giorni fa «un fatto positivo», è in attesa ancora 141 posti. Mentre a Siracusa Di Stefano ha assegnato addirittura 5 posti in più rispetto ai 163 tagliati due mesi fa.

Nessuna assegnazione straordinaria invece è stata stabilita per il momento a favore della provincia di Trapani, dove il taglio è stato di 145 posti. I sindacati della scuola hanno annunciato che nei prossimi giorni scenderanno in piazza per protestare mentre. «Le scelte operate finora rischiano di penalizzare la scuola trapanese, non solo perché non vengono garantiti i livelli occupazionali, ma soprattutto perché non si assicurano livelli decenti di reale fruizione del diritto allo studio e non si garantisce l´integrazione degli alunni disabili nelle classi ordinarie delle scuola pubblica», dichiara Caterina Mangiaracina, che oltre a essere insegnante è anche consigliere provinciale di Patto per la Sicilia a Trapani. «Non ci possono essere - aggiunge la docente - disabili di gruppo A, perché messinesi, e disabili di gruppo B, perché trapanesi». Anche se a Trapani 65 docenti specializzati ogni 100 alunni disabili sono comunque assicurati.