Ipotizzato il mancato guadagno dei docenti

Comuni montani,

per i precari corrispettivi da capogiro mancati

 

 di Salvo Guliti da La Sicilia del 20/9/2004

 

E se i capi d'istituto decidessero di quotare la propria scuola in borsa? Sarebbe un colpo grosso per le sedi di montagna.

Grazie al punteggio doppio le loro quotazioni schizzerebbero veramente in alto. Ha fatto i calcoli un insegnante piazzese che è stato «vittima», assieme a tanti altri, di questa nuova norma. Per gli insegnanti precari il nuovo anno scolastico si apre all'insegna di un dilagante caos burocratico.

Tra ricorsi al Tar, mugugni per la supervalutazione del servizio in scuole di montagna e graduatorie sempre più «ballerine» c'è da mettersi le mani ai capelli per gli operatori scolastici.

In provincia, inoltre, si è sollevato un coro unanime di proteste per la definizione dei comuni di montagna. A Enna il Miur ne ha collocato solo otto: il capoluogo, Nicosia, Troina, Cerami, Sperlinga, Calascibetta, Gagliano e Nissoria.

Gli insegnanti, invece, si aspettavano che il provveditorato, com'è stato fatto in altre province, avrebbe incluso quasi tutti i comuni dell'ennese perché in territorio prevalentemente montano. Così non è stato ed è scoppiato il caos.

Angelo Gallota, insegnate precario di matematica di Piazza Armerina, ha inviato le sue proteste via e mail direttamente al ministro della Pubblica Itruzione, Letizia Moratti. Ma questo non è niente a confronto della provocazione del prof. Gallotta all'indirizzo del ministro a proposito della supervalutazione.

L'insegnante piazzese ha collocato le azioni delle scuole di montagna in un ipotetico mercato borsistico e quello che ne esce fuori è veramente sorprendente. Ha fatto un calcolo delle quotazioni delle ore di montagna qualora dovessero approdare sul mercato azionario: «Considerato che lo stipendio di un precario che occupa una cattedra di 18 ore è di € 1210,27 si ha: € 1210,27 x 8 : 18 = € 537,90. Quindi (1210,27 - 537,90) : 2 = € 336,185. Con capitalizzazione al 31 agosto 2005 si ha: € 336,185 x 12 = € 4034,22. La quotazione attuale di un'ora in montagna vale 4034 euro e 22 centesimi. Se moltiplichiamo per 2 otteniamo il valore delle due che risulta pari a € 8068,44».

E continua: «Questo è il costo, inteso come mancato guadagno, da me sostenuto; con in più il rischio di non averle e di ritrovarmi come gli azionisti della Parmalat. Speriamo che questa buffonata vale solo per quest'anno e che l'anno prossimo si ritorni a ragionare con la testa».