Finanziaria, le scuole costrette a indebitarsi

di Roberto Monteforte da La scuola siamo noi del 3/10/2004

 

Lo sanno bene docenti e famiglie: c’è poco da essere soddisfatti. Malgrado le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, la Finanziaria 2004 si è abbattuta pesantemente sulla scuola italiana. Ne esce colpita la scuola dell’autonomia, così come sono colpite le amministrazioni locali. Tagli ai trasferimenti e ai servizi, blocco degli organici e poi tanta improvvisazione. Per questo la protesta monta.

Il blocco degli organici. «Oramai le scuole sono costrette ad indebitarsi, c’è uno scostamento tra i budget previsti e quanto sono costrette a spendere: dal pagamento per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani alle retribuzioni per il personale supplente» osserva Andrea Ranieri, responsabile scuola Ds. I numeri che sbandiera la Moratti, in particolare quei 71mila insegnanti messi in ruolo non sono roba sua, è l’effetto del contratto siglato dai governi di centrosinistra, puntualizza Ranieri. «L’ultima vera messa in ruolo è stata quella deliberata e finanziata dal governo di centrosinistra all’inizio dell’anno scolastico 2001: sono entrati in 61 mila. Tutto è rimasto fermo sino al 2003.

Dopo forti pressioni quest’anno sono stati nominati altri quindicimila, tra personale insegnante e amministrativo. Queste assunzioni dovevano essere l’inizio di un piano triennale di copertura di tutti i posti vacanti, ma la Finanziaria contraddice questo progetto: blocca gli organici per il 2005 e 2006». Una scelta che pesa in modo particolare proprio perché avviene proprio nel momento in cui aumentano gli alunni del «settore primario». Sono ben 8.026 quelli in più nel «settore primario» e maggiori iscrizioni si segnalano anche nelle vecchie media e nelle superiori. Così siamo al paradosso: aumentano gli alunni e diminuiscono gli insegnanti in ruolo. Questo ha un effetto preciso: aumenta il precariato che si voleva, invece, assorbire. Questo è già un fatto grave, che però diventa ancora più pesante se si considera che questo aumento di iscrizioni è dato dai figli degli immigrati. In Italia sono più di 320mila e saranno più di mezzo milione tra tre anni. La conseguenza è che avremo classi più numerose, con bambini di etnie diverse e quindi più difficili da gestire, «quando, invece, - sottolinea Ranieri - per far fronte a questa difficoltà andrebbe ridotto il numero degli alunni per classe».

 

Inglese a rate. Sono scelte che rischiano di colpire la qualità dell’offerta scolastica. Un’altra conferma arriva proprio dalla Finanziaria: i tanto decantati corsi di inglese nella scuola primaria. «L’insegnante d’inglese nella primaria prevedeva un piano e una capacità di ricorrere anche a specialismi, a figure nuove all’interno della scuola - commenta Ranieri - Con la Finanziaria si scopre il bluff. Devono essere gli insegnanti attualmente in servizio a insegnarlo. Per i docenti si promettono corsi di formazione obbligatori, quasi tutti a distanza. Ma non si sa nulla sulla copertura finanziaria di questi corsi. Insomma frasi velleitarie non supportate da alcun progetto organico».

 

Libri on line per risparmiare. Vi è un’altra perla nella Finanziaria, quella dei libri di testo «leggeri». «Che i ragazzi abbiano delle cartelle pesanti è un dato, ma questo problema si supera con la riforma della didattica. Paradossalmente i bambini che hanno meno peso da portare sulle spalle sono quelli che fanno il tempo pieno, perché i libri li lasciano a scuola. Ma il tempo pieno è stato fortemente ridimensionato dalla Moratti». Il governo invita ad usare il libri di testoon-line, un modo pensato per ridurre i costi.

Ma è sicuro che sia così? Sono in molti a dubitarne, anche tra gli editori. Vi è poi da considerare il fatto che l’utilizzazione del computer oggi avviene attraverso un percorso che discrimina le famiglia. «Quelli che avrebbero più bisogno di spendere meno per i libri di testo sono molto probabilmente gli stessi che non possono permettersi il computer o che non sanno usarlo. Non è questa la soluzione al problema dei costi». Quello che preoccupa l’esponente ds è che «anche cose importanti, come costruire un modo di integrare studio e nuove tecnologie, vengano affrontate con un’approssimazione e un’improvvisazione che lascia sconcertati». Quello che rende pesanti i libri - conclude Ranieri - è che la Moratti ha voluto programmi rigidi. Programmi megagalattici a fronte di orari ridotti nella scuola primaria e nelle medie. Per quei programmi ci vogliono quintali di pagine. Il governo rispetti l’autonomia della scuola tutelata dalla Costituzione. Si limiti a definire le indicazioni e gli obiettivi da raggiungere, poi si lasci alle scuole la responsabilità di gestire il progetto formativo ed i modi per raggiungere i suoi obiettivi, così come molte scuole già fanno. È l’imbardatura dei programmi ministeriali ad ingabbiare le scuole».

 

Finanziaria-bluff. La Moratti è soddisfatta da questa Finanziaria che a parole indica la scuola come una priorità, ma nei fatti ne parla soltanto per il blocco degli organici, per l’inglese e i libri on-line. Avrebbe invece da essere preoccupata visto che nel documento non c’è traccia delle risorse per assicurare copertura finanziaria alla sua riforma, decreri attuativi compresi. Senza risorse non si fanno né le riforme, né le controrifome.