LE PROPOSTE

Oggi il parere del ministro dell'Economia,

Siniscalco, sul lavoro dei tecnici di Forza Italia .

Un piano da nove miliardi

sacrifici per statali e pensioni.

di Roberto Petrini, da la Repubblica del 24/11/2004

ROMA - Rinvio dei contratti degli statali, rinvio dell´uscita in pensione per quasi tutto il 2005, tagli drastici alle spese per beni e servizi per i ministeri: sono questi i punti principali della manovra allestita dai «tecnici» di Forza Italia. Il menù arriverebbe a 9 miliardi, e c´è anche chi si spinge a dire che potrebbero essere 11 oppure 12, quello che è certo è che i due uomini del Tesoro di Forza Italia - il viceministro Micciché e il sottosegretario Vegas - ieri hanno consegnato la tabella con le opzioni dei tagli di spesa, una lista nella quale scegliere le misure più appropriate, al ministro del Tesoro.
«Si parte da almeno 6 miliardi ma se ne possono fare anche di più», dicono anche se chi ha partecipato ai due incontri con Udc e An per la presentazione del «tabellone» ha mostrato parecchio scetticismo. In realtà, dopo il vertice notturno Berlusconi-Siniscalco, si è deciso di procedere all'integrazione tra il piano del Tesoro e quello di Fi con l'obiettivo di fermarsi a un taglio di 6 miliardi nel 2005 (5,2 Irpef e 1,3 Irap).

«Alcune cose non sono sostenibili socialmente e appaiono devastanti; alcune cose le avevamo già pensate anche noi; altre non le avevamo pensate, come alcune sui fondi per i ministeri, e le giudico interessanti», aveva confidato ai suoi collaboratori ieri sera - prima del summit con il premier - il ministro dell'Economia.

I tagli di spesa previsti dai «tecnici» di Forza Italia per consentire la riduzione delle tasse non risparmiano nessuno: 1 miliardo verrebbe dalla chiusura di 2 finestre pensionistiche, 600 milioni dal blocco del turn over, alcuni miliardi dall'ipotesi di un completo rinvio dei contratti al 2006 (in caso di rinvio totale si arriverebbe a risparmi di 5 miliardi). Nel mirino finirebbero, ancora una volta, le spese per beni e servizi nei ministeri che consentirebbero di recuperare circa 1 miliardo e che andrebbero ad incidere su un terreno già battuto dai vari decreti taglia-spese. Prevista una nuova caccia alle auto blu e alle consulenze: la Finanziaria le ha già tagliate per i ministeri e per i Comuni ora si vuole affondare il bisturi anche sul resto della pubblica amministrazione. La manovra non risparmia la scuola, per la quale si prevede una riduzione del personale di 14 mila unità, e l'Università dove si parla di risparmi per 600 milioni.

Minacce di tagli pesanti anche sul lavoro dipendente: si prevedono risparmi di 100-200 milioni, secondo la valutazione di Renato Brunetta, tagliando la cassa integrazione a chi non accetta un nuovo lavoro nel caso arrivino delle proposte.

Risparmi anche dalle leggi di incentivo e dalle agevolazioni alle imprese: si parte dalla 488, si passa per i contratti di programma di area e si arriva al fondo per le aree sottosviluppate, rastrellando anche in questo caso quasi un miliardo.

Tra i protagonisti principali della manovra di recupero di risorse resta il condono edilizio: nel 2004 è stato un flop, si spera di prorogare il pagamento e l'adesione al 2005 con l'obiettivo di recuperare 2 miliardi di euro. Sul fronte fiscale il menù è denso di proposte, alcune già avanzate dal ministero del Tesoro: si parla di manutenzione delle entrate Iva, dell'aumento per circa 1 miliardo delle accise sui tabacchi, ma si entra nuovamente anche nella partita dei bolli e delle concessioni governative che potrebbero dare circa 900 milioni a regime. Pronta anche una buona dose di anticipi di imposte. Non manca una sforbiciata ai trasferimenti alle cinque Regioni a statuto speciale che potrebbe fruttare mezzo miliardi.