Comunicato stampa.

Valutazione negativa

sui decreti “diritto-dovere” e “alternanza”.

dal Coordinatore Nazionale Gilda degli Insegnanti, A. Ameli, 1 aprile 2005

 

 

Valutazione negativa quella della GILDA rispetto all’approvazione dei decreti sul diritto-dovere all’istruzione e sull’alternanza scuola-lavoro, che seppur complementari e di ruolo minore rispetto al processo riformatore vedono la luce in anticipo rispetto al decreto sulla secondaria ancora in discussione.

All’impegno propositivo, espresso dalla Gilda nel merito dei due decreti, tendente a spostare l’ottica sulla qualificazione dei percorsi e sul ruolo centrale delle scuole, fa riscontro una logica decisionale, nella stesura definitiva degli stessi, che punta evidentemente verso obiettivi e finalità diversi rispetto a quello del miglioramento del sistema d’istruzione e formazione.

Aspra rimane la critica nei confronti di una legge delega che arriva a ridefinire il principio dell’obbligo scolastico, sancito dalla Costituzione

L’apprendistato ottiene cittadinanza nel sistema della formazione, ma confusi appaiono i parametri e i criteri con cui trova applicazione anche in ordine ai sistemi di valutazione e di certificazione delle competenze, nonché nella eventualità di passaggi ad un diverso percorso.

Le sanzioni sull’obbligo restano le stesse del sistema previgente, ma la responsabilità, dopo i genitori, sarà a carico di: Comune, D.S. (o il suo corrispondente nel sistema formativo), Provincia e infine datori di lavoro dei giovani in apprendistato. Resta tutto da chiarire come si possa, in un sistema giuridico come il nostro, sanzionare un diritto-dovere.

Il decreto sull’alternanza scuola-lavoro non scioglie i dubbi suscitati dalla prima stesura: primo fra tutti il pericolo di un adeguamento della scuola alla realtà territoriale che ne ridimensionerebbe il ruolo di motore di miglioramento e innovazione.

Nulla viene detto sulle possibili quote di lavoro alternato all’istruzione che le convenzioni con gli enti stabiliranno, né sui soggetti che gestiranno il lavoro alternativo alla scuola e di come e in che misura le stesse scuole saranno protagoniste della programmazione dei percorsi e della valutazione.

 

Gilda degli Insegnanti

Roma, 1 aprile 2004