Gilda degli Insegnani

di Bologna

 

 

La cultura al potere.

 dalla Gilda di Bologna, 7 aprile 2005

 

Certo che nessuno ci aveva mai avvertito di quanto potere rappresentassimo noi docenti delle Scuole Superiori!!!!

Ci voleva il Presidente del Consiglio a farci prendere coscienza di quel che eravamo........ Lo ha fatto martedì sera dagli schermi della TV (finalmente non prona), mettendoci insieme a Università, giornali, televisione, ecc. ecc.

Noi lo ringraziamo e gli ricordiamo però che un potere, tuttavia, lo abbiamo perso, il potere d'acquisto: questo è molto diminuito negli ultimi anni e, da oltre 15 mesi stiamo ancora aspettando il rinnovo del contratto per il biennio economico 2002-2003.

Di seguito l’articolo pubblicato su “La Repubblica” di oggi da Sebastiano Messina sulle dichiarazioni di martedì 5 aprile.del Presidente del Consiglio, nel corso della trasmissione Ballarò.

Bologna, 7 aprile 2005

 

Testo dell'articolo

«Faceva un certo effetto, martedì sera, sentire l’uomo più ricco e più potente d’Italia mentre spiegava al popolo che la sinistra “continua ad avere in mano i poteri forti”. Che sarebbero, secondo il presidente del Consiglio, i seguenti: «Le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le televisioni, la magistratura, il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale». Un leader sconfitto ha diritto a una dose minima giornaliera di allucinazioni, e dunque non è giusto infierire su uno che, essendo il padrone di Mediaset e il burattinaio della Rai, vede nei suoi avversari i tiranni della TV.

Però -anche sorvolando, per carità di patria, su un presidente del Consiglio che dipinge la Corte costituzionale come un avamposto dei comunisti - non si può ignorare il primo dei «poteri forti»: le scuole superiori. La convinzione che un terremoto elettorale di queste proporzioni possa essere causato dai professori di latino e greco, dai supplenti di matematica o dai bidelli del secondo turno, e l’idea balzana di definire «poteri forti» quelli che guadagnano mille euro al mese, sono la prova che quest’uomo ha clamorosamente sbagliato mestiere. Braccia rubate al cabaret.»

 

Il Coordinatore provinciale