Il documento dell'Associazione Famiglie

disabili Castrovillari .

da Superabile del 27/6/2005

 

In vista della determinazione del numero di ore di sostegno in deroga, ci permettiamo di evidenziare quanto segue.

In questi ultimi anni, le iscrizioni degli alunni diversamente abili sono aumentate di moltissime unità; non nella stessa proporzione è aumentato il numero dei docenti di sostegno, che vengono nominati in seguito all’autorizzazione delle ore in deroga da parte dell’ Ufficio Scolastico Regionale.

Non è questa la sede per chiedere che la L. 449/1997, che fissa a priori il rapporto che deve esistere tra popolazione scolastica e docenti di sostegno (1:138), indipendentemente dal numero degli alunni diversamente abili, venga modificata. Purtroppo, però, il quadro legislativo entro il quale operare, pur se ormai datato, è chiaro: la tutela effettiva dei nostri ragazzi passa per un atto amministrativo di deroga che permette di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno senza tener conto del rapporto citato.

Riteniamo di poter efficacemente, a questo proposito, richiamare ciò che viene affermato nell’Ordinanza del Tribunale di Roma dello scorso gennaio, con la quale viene rigettato il ricorso del Ministero contro una precedente ordinanza, che aumentava il numero di ore di sostegno di un alunno diversamente abile: “…. omissis…agli organi del Ministro dell'Istruzione la legge attribuisce una mera discrezionalità tecnica in ordine all'accertamento delle condizioni di legge perché la persona minore possa esercitare il suo diritto all'istruzione ed all'integrazione scolastici…. Omissis… L'Autorità scolastica è - dunque - priva di poteri autoritativi ai quali possa contrapporsi un interesse legittimo del soggetto privato; la stessa è anche priva di qualsivoglia discrezionalità amministrativa ..omissis…”.

I nostri ragazzi sono titolari di un diritto inviolabile che non può essere limitato per motivazioni di carattere organizzativo e/o economico; tale affermazione viene più volte ripetuta da tantissime altre ordinanze emesse, allo scopo di aumentare le ore di sostegno, dai Tribunali di tutta Italia.

Non vorremmo dilungarci su tutta la normativa che sancisce la natura assoluta ed inviolabile del diritto all’istruzione ed all’educazione degli alunni diversamente abili, che passa dalla nostra Costituzione alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; dalla Legge 104/92 alla già cit. 449/97, ma ci preme, invece, in tale sede, presentare anche le nostre personali considerazioni ed i nostri timori, quali genitori e docenti.

Si fa un gran parlare di integrazione scolastica e di come essa debba essere attuata da tutto il personale scolastico; nella verità dei fatti sappiamo quanto, molto spesso, essa pesi esclusivamente sul docente di sostegno che diviene l’unico strumento attraverso il quale i nostri ragazzi possano raggiungere gli obiettivi indicati nel P.E.I. divenendo, a pieno titolo, alunni della propria classe.

Non vogliamo addossare nessuna colpa ai docenti disciplinari, perché sappiamo come sia difficile gestire intere classi nelle quali, a volte, oltre ad un alunno certificato, siano presenti anche altri alunni con disagi di varia natura; per non parlare di quei casi in cui i limiti posti dal D.M. 141/99 in merito alla formazione delle classi, diventano semplici numeri sulla carta!

I docenti disciplinari, che comunque vanno informati e formati, debbono essere coaudiavati dall’insegnante di sostegno. Troppo spesso, i nostri ragazzi, privati dei docenti specializzati, non riescono nemmeno ad interagire con i propri compagni rimanendo in classe a “fare tappezzeria” quando non vengono mandati a “fare compagnia ai bidelli”. Per non parlare di quelle volte in cui la scuola è semplicemente un miraggio, perché, non solo non è stato nominato il docente di sostegno, ma il Comune o la Provincia non hanno nemmeno provveduto a fornire l’assistenza per l’autonomia… ma qui il discorso si fa ancora più ampio, e la competenza esula da quella dell’organo a cui ci stiamo rivolgendo.

Le situazioni che abbiamo evidenziato e che comunque sono solo alcune di quelle che avvengono qui nel nostro territorio, si riferiscono a casi reali: a ragazzi che hanno un nome e che vivono sulle proprie spalle un disagio che aumenta giorno dopo giorno.

E’ inutile affermare che tutto ciò sicuramente non è integrazione.

Noi, genitori e docenti, non vogliamo che il lungo cammino compiuto dal ’77 ad oggi venga annullato e per tal motivo, chiediamo:

  • che tutti gli alunni diversamente abili possano contare sull’aiuto di un insegnante specializzato;

  • che venga applicato l’art.14 della L.104/92 e con esso la C.M. 1/1988 e la C.M. 262/1988, sulla continuità educativa nel processo di integrazione, per cercare di eliminare le difficoltà nei passaggi da un ordine di scuola all'altro;

  • che venga realizzata la più fattiva collaborazione tra tutti gli organi preposti all’integrazione scolastica, per attuare quegli accordi di programma di cui alla L.104/92 art. 13;

  • che si vigili sul rispetto del cit. D.M. 141/99 in merito alla formazione delle classi con alunni in situazione di handicap;

  • che si attui la formazione di tutto il personale scolastico in merito ai temi dell’integrazione e dell’handicap.

Noi, genitori e docenti, chiediamo che l’INTEGRAZIONE SCOLASTICA possa essere attuata attraverso tutti gli strumenti che ci vengono forniti dalla normativa vigente, nella speranza di non essere costretti a chiedere tale attuazione, attraverso provvedimenti d’urgenza da parte dei Tribunali competenti.

 


AFD Associazione Famiglie Disabili – Castrovillari (CS)

Coordinamento docenti di sostegno della Provincia di Cosenza.