La continuitā di servizio dei docenti
nella scuola e nella sede

Lucio Ficara, La Tecnica della Scuola 23.1.2015

Il calcolo del punteggio aggiuntivo spettante per la continuitā non č sempre semplicissimo soprattutto in alcuni casi particolari. Attenzione poi alla differenza fra continuitā sulla sede e continuitā sulla scuola.

Nella premessa delle note riferite alle tabelle di valutazione dei punteggi per la mobilitā, che si trova nell’ipotesi di contratto di mobilitā del 26 novembre 2014, č specificato che i docenti di ruolo che abbiano frequentato, ai sensi dell'art. 2 della legge 13.8.1984, n. 476, i corsi di dottorato di ricerca e al personale docente di ruolo assegnatario di borse di studio, detto periodo, se superiore ai 6 mesi, non va valutato ai fini dell'attribuzione del punteggio concernente la continuitā del servizio nella scuola e nel comune di titolaritā.
In sostanza un docente che per un biennio ha frequentato un dottorato di ricerca, mettendosi quindi in aspettativa dalla scuola di titolaritā, pur mantenendo la titolaritā e il punteggio di anzianitā servizio, ha interrotto la sua continuitā di servizio nella scuola ed anche nel comune, perdendo tutto il punteggio di continuitā pregresso. Per quanto riguarda la continuitā del servizio nella scuola ed eventualmente nella sede, tale punteggio viene regolamentato dalle note 5 e 5 bis del contratto sulla mobilitā. Mentre la nota 5 si riferisce alla continuitā del servizio per la mobilitā a domanda volontaria, la nota 5 bis č riferita alla mobilitā d’ufficio e alla composizione delle graduatorie interne d’Istituto. Infatti nella mobilitā a domanda volontaria, il punteggio per la continuitā di servizio scatta dopo avere maturato un triennio di servizio di ruolo prestato senza soluzione di continuitā nella scuola di attuale titolaritā, č vale 2 punti per ogni anno entro il quinquennio e 3 punti oltre il quinquennio.

Calcolo diverso sulla continuitā del servizio dei docenti č fatto invece nella mobilitā d’ufficio e nella compilazione delle graduatorie interne d’Istituto per l’individuazione dei docenti soprannumerari. In questo caso vale la nota 5 bis che cancella il vincolo triennale per fare scattare il punteggio di continuitā, che č conteggiato con le stesse modalitā di punteggio della mobilitā volontaria ma per ogni singolo anno di servizio di ruolo prestato nella scuola di attuale titolaritā senza soluzione di continuitā. A questo punteggio di continuitā, sempre per la mobilitā d’ufficio e le graduatorie interne, va aggiunta anche la continuitā della sede.

Che cosa č la continuitā di servizio della sede? Si tratta della continuitā di servizio prestato nello stesso comune ma in scuole differenti. Questo punteggio vale un punto per ogni anno di scuola fatto all’interno dello stesso comune, ma bisogna specificare che tale punteggio va attribuito se la sede di titolaritā giuridica e la sede in cui l'interessato ha prestato servizio continuativo coincidono per il periodo considerato.

Il punteggio va anche attribuito nel caso di diritto al rientro nell’ottennio del personale trasferito in quanto soprannumerario. Č importante spiegare che il punteggio di continuitā della sede non si cumula con la continuitā del servizio nella stessa scuola, ma si applica solo se si č lavorato continuativamente in due scuole differenti dello stesso comune. Sull’utilizzo delle note 5 e 5 bis c’č molta confusione sia nelle scuole e sia negli ATP, per questo motivo č bene fare molta attenzione.