La "buona scuola" di Renzi?
Una guerra tra generazioni che piace poco alla Rete

Renzi annuncia la riforma della scuola e sul web partono i timori: il ciclo di assunzioni sarà una guerra tra docenti giovani e meno giovani? Oltre sette giudizi su dieci sono negativi, pesa un problema di "iniquità". Il commento diffuso: il premier ha inaugurato la fase del "lavorare tutti, guadagnare meno"

Voices from the blogs, la Repubblica scuola 16.9.2014

ROMA -

Fervono sui social network i commenti a proposito dei provvedimenti ventilati dal governo Renzi per la scuola: tra Twitter, Facebook, blog e forum sono infatti oltre 60 mila i post pubblicati nelle prime due settimane di settembre che discutono del tema. Accanto alle molte ironie su "annuncite","supplentite" e svariate altre patologie, vere e presunte, un timore pervade in modo evidente la Rete: le assunzioni nel comparto scuola rischiano di trasformarsi in una guerra tra generazioni. E non tanto tra docenti e discenti, quanto tra docenti giovani e meno giovani. D'altra parte, nel dibattito si mescola un po' tutto: dalle questioni del giudizio (come misurare gli scatti per merito?) alle coperture finanziarie.

Complessivamente, la riforma della scuola ne esce maluccio: i giudizi negativi ammontano al 72,4% del totale, mentre i pareri positivi si fermano al 13,9%. Per il 26,2% dei post la riforma è iniqua, perché premia alcuni penalizzando ingiustamente altri; per il 17,2% è contraddittoria, perché fatica a mandare in pensione alcune categorie di insegnanti mentre annuncia massicce stabilizzazioni di docenti precari; per il 14,7% sposa la logica - ritenuta inopportuna - del "lavorare tutti per guadagnare meno" ("Blocco stipendi statali ma assunzione dei precari scuola: La sinistra di Renzi (presunta) passa al "lavorare tutti, guadagnare meno"). Accanto, i commenti di chi vorrebbe interventi più improntati alla meritocrazia (13,2%) e di chi ritiene che la riforma sia molto fumo e niente

arrosto (17%) ("riformascuola troppo bella per essere vera. Infatti sarà l'ennesima illusione"). Sottolinea gli aspetti positivi di un atteso ricambio generazionale nella scuola l'11,7% dei post. La questione della stabilizzazione di 150mila docenti precari, poi, polarizza il pubblico on-line in modo piuttosto netto: la maggioranza (56,1%) se ne dichiara contraria, contrapponendosi al 40,4% dei favorevoli. Da notare che diversi commenti collegano il tema della precarietà con il problema degli stipendi pubblici bloccati, in un cortocircuito che suscita sia positività ("bene le nuove assunzioni, sbloccate gli stipendi") che negatività ("pagate prima stipendi decenti ai dipendenti pubblici").

 

Più in dettaglio, secondo i favorevoli al provvedimento l'assunzione dei precari storici è un atto dovuto, quasi tardivo (39,6%), eliminerebbe una discriminazione tra docenti di ruolo e docenti "provvisori" di lungo corso (26,8%), ridurrebbe il fenomeno delle supplenze e del valzer delle cattedre (16,9%), e si configura, finalmente, come un intervento concreto (16,7%) a soluzione di un problema che interessa molti cittadini. I contrari, dal canto loro, sottolineano il rischio di nuove discriminazioni intergenerazionali (37,7%) - da una parte i precari stabilizzati, dall'altra i giovani docenti abilitati ma privi del posto di lavoro - e invocano perciò il ricorso ai concorsi abilitanti anziché alle stabilizzazioni ope legis (24,2%): alcuni parlano addirittura di una riforma attuata "sulla pelle di chi ha investito in formazione e di chi è abilitato in anno sbagliato"). In generale, si richiede che la riforma premi maggiormente il merito (23,7%) mentre non manca chi dubita della sua effettiva applicabilità (14,4%), anche perché alla fin fine la domanda che ritorna nei commenti è la solita in questi casi: dove troverà il governo i fondi per finanziare le immissioni in ruolo?


 

Voices from the Blogs è l'osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S. M. Iacus e G. Porro.