MaturitÓ 2015/1.
Un appello per non cambiare

 TuttoscuolaNews, n. 653 20.10.2014

Sono oltre 3.600 le firme raccolte in pochi giorni da un appello online (http://www.change.org/p/ministero-dell-istruzione-mantenere-le-commissioni-esterne-agli-esami-di-maturitÓ), lanciato da Giorgio Allulli, per il mantenimento della attuale struttura delle commissioni d’esame di maturitÓ  - metÓ membri interni, metÓ esterni e presidente esterno – e contro la scelta del ministro Giannini, poi recepita nella Legge di stabilitÓ 2015, di tornare alle commissioni tutte interne (salvo il presidente) volute dal ministro Moratti (2001-2006) a modifica della composizione metÓ e metÓ prevista dalla riforma Berlinguer entrata in vigore nel 1999.

Nell’appello, sottoscritto da autorevoli esperti tra i quali Alessandro Cavalli, Andrea Gavosto, Giovanni Trainito, Luciano Benadusi, Piero Lucisano, Roberto Moscati, Emanuele Barbieri, Giorgio Rembado per ANP, Giorgio e Andrea Ragazzini per il ‘Gruppo di Firenze, Giorgio Israel, si chiede “che senso ha emanare una direttiva che prevede la valutazione esterna delle scuole, quando nel merito della preparazione degli alunni si torna alla totale auto-referenzialitÓ dei Consigli di classe?”.

Nell’appello si sostiene che il ritorno al modello Moratti-Bertagna (che ne fu l’ispiratore) “sarebbe un’iniziativa in palese contraddizione con le indicazioni dell’Ocse, che segnala gli effetti positivi degli esami esterni sui livelli di apprendimento degli alunni, con le Raccomandazioni ufficiali dell’Unione europea, che richiede l’impiego di esaminatori "terzi" per la verifica degli apprendimenti acquisiti dagli alunni, e con le pratiche in uso nei principali sistemi scolastici europei”.

Ma fino a che punto la commissione ‘metÓ e metÓ’, che abbiamo visto in opera dal 1999 al 2001 e poi ancora dal 2007 al 2014, pu˛ essere considerata ‘esterna’ o ‘terza’ secondo i modelli europei indicati dai firmatari dell’appello?