In che cosa non è buona la scuola attuale?

Lucio Ficara, La Tecnica della Scuola 23.10.2014

È una domanda che in molti si stanno ponendo, in ragione della rivoluzione che potrebbe avvenire nel sistema scolastico italiano, se dovesse venire approvata una legge che si ispiri alle linee guida del documento presentato il giorno 3 settembre.

Ci piacerebbe porgere una domanda al nostro ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Si tratta di una domanda seria e per niente provocatoria, una domanda che nasce dal titolo che il governo Renzi ha scelto per ripensare la scuola pubblica italiana.

“Gentile Ministro lei propone un documento intitolato “La Buona Scuola”, ed allora è spontaneo chiederle : in che cosa non è buona la scuola attuale?”.

C’è da dire che molti dirigenti scolastici, ma anche diversi direttori generali dei vari uffici scolastici regionali e coordinatori degli ambiti territoriali provinciali, stanno chiedendo, stanno sollecitando docenti e genitori a rispondere in tanti al questionario sulla buona scuola proposto dal Miur.

Nonostante questo sforzo prodotto da tutta la classe dirigente del Miur in pochi finora hanno aderito all’invito di tale proposta. Come mai una cosi bassa partecipazione, quando lo stesso Miur era palesemente convinto che a questa consultazione avrebbero partecipato milioni di persone?

Una risposta forse esiste ed è anche logica.

Non è forse pensabile che una buona scuola già esista e che nessuno sente l’esigenza di stravolgere l’esistente? Infatti il lanciare il messaggio in cui si dice di volere progettare una buona scuola, sottintende che adesso la scuola non sia buona e che bisogna smantellare l’esistente. Ecco che diventa importante ascoltare dal nostro ministro dell’Istruzione, quali sono le cause che rendono la nostra scuola non buona. Eppure la scuola italiana rende un servizio di qualità con salari di dirigenti scolastici, insegnanti e personale ata, veramente bassi. Nella scuola di oggi si lavora tantissimo anche in condizioni di forte disagio e con strutture a volte al limite della sicurezza. Forse più che una scuola buona, avremmo bisogno di una scuola sicura.

È parere di molti che tagliando ancora risorse alla scuola, non si fa una scuola buona ma si fa soltanto una “scuola economa”. Per comprendere meglio la ratio di questo piano scuola, proposto dal governo Renzi, ci piacerebbe avere una risposta dal ministro Giannini su quella che è una domanda centrale: “ In che cosa non è buona la scuola attuale?”.

Dovremmo invece partire dai punti di forza dell’attuale scuola, che esistono e sono tanti, per poi migliorare tutte le criticità. Una delle tante criticità è per esempio il blocco ormai perenne del contratto che rende più poveri ed infelici i tanti bravi insegnanti meritevoli, che tuttavia ogni mattina si svegliano con il pensiero di educare e formare i propri alunni. Allora cosa aspetta ministro nello sbloccare il contratto della scuola, aprendo la strada alla vera Buona scuola?