Perequazione sostegno fallita

 Tuttoscuola, 13.10.2014

Nella stabilizzazione dei posti di sostegno voluta dalla legge 128 del 2013 stato anche previsto che con il 2014-15 la percentuale di posti stabilizzati sia uguale in ogni regione.

Ma, come ha rilevato Tuttoscuola, la perequazione non c’ stata e la legge stata ignorata.

Partendo dai dati elaborati dalla nostra rivista, l’on. Milena Santerini, firmataria dell’emendamento di perequazione regionale, ha presentato un’interrogazione parlamentare alla ministra Giannini per chiedere conto di questa perequazione fallita.

In particolare, la parlamentare rileva che “se il piano triennale di stabilizzazione sta procedendo a norma di legge, con variazioni sostanzialmente non significative, non altrettanto pu dirsi, invece, per la perequazione regionale”.

Dopo aver messo a confronto i dati del sostegno stabilizzato del 2013-14 con quelli del 2014-15, l’onorevole ha constatato che “tutte le regioni che disponevano di percentuali di posti stabilizzati al di sopra della media nazionale hanno mantenuto le proprie posizioni di vantaggio”.

Invece di perseguire la perequazione voluta dalla legge, si avuta una sperequazione.

Rispetto alla media nazionale di posti stabilizzati pari al 73,38% (80.871 posti per il 2014-15 su 110.216 posti di sostegno di fatto del 2013-14) la forbice di sperequazione calcolata stata tra l’84,89% della Basilicata e il 67,13% del Molise.

L’interrogante ha rilevato che in questo modo 2.406 posti di sostegno stabilizzati (su cui si fanno le nomine in ruolo) sono stati tolti alle regioni sfavorite nel processo di stabilizzazione.

Secondo i nostri calcoli, otto regioni hanno avuto pi posti di quelli dovuti: la Campania (887 posti in pi), la Sicilia (621), la Puglia (322), la Calabria (225), la Sardegna (190), la Basilicata (122), il Friuli Venezia Giulia (28) e la Liguria (12).

Si tratta appunto di 2.406 posti sottratti alle altre dieci regioni.

Le dieci regioni cui illegittimamente non sono stati assegnati i posti in organico di diritto sono: la Lombardia (926 in meno), il Lazio (642), il Veneto (280), l’Emilia Romagna (185), le Marche (136), la Toscana (87), l’Umbria (54), il Molise (49), il Piemonte (35) e l’Abruzzo (11).