Esami preliminari alla Maturità:
oggi più selettivi di ieri

Aldo Domenico Ficara, La Tecnica della Scuola 15.5.2014

Alla domanda se gli esami preliminari che si svolgono oggi (il più delle volte nella terza decade di maggio) si possano considerare corrispondenti alle prove orali integrative previste dal vecchio esame di maturità, la risposta sarebbe la seguente: solo sotto il profilo formale, ma nella sostanza si differenziano almeno sotto due aspetti.


Il primo aspetto si basa sul fatto che i candidati privatisti del vecchio esame di maturità sostenevano prove orali integrative, il cui esito non pregiudicava l'ammissione al successivo colloquio.

Col nuovo esame occorre riportare almeno sei decimi nelle discipline oggetto dell'esame preliminare per poter essere ammessi a sostenere l'esame di Stato. Il secondo aspetto riguarda le prove orali integrative che anni fa si risolvevano solo in un colloquio sulle discipline individuate dalla Commissione d'esame, integrato da dimostrazioni pratiche per gli istituti tecnici e professionali. Con la nuova normativa i candidati esterni sostengono negli esami preliminari prove scritte, grafiche, scrittografiche, pratiche e orali secondo il relativo piano di studi. A tal proposito si ricorda che l'ammissione del candidato è subordinata al superamento dell'esame preliminare, inteso ad accertare, attraverso prove scritte, grafiche, scrittografiche, pratiche e orali, secondo quanto previsto dal piano di studi, la preparazione del candidato stesso nelle materie dell'anno o degli anni per i quali non sia in possesso della promozione o dell'idoneità alla classe successiva.

Ai fini dell'individuazione delle prove da sostenere il Consiglio della classe dell'istituto statale corrispondente alla Commissione alla quale il candidato è stato assegnato, tiene conto non solo del curricolo ma anche di eventuali crediti formativi acquisiti e debitamente documentati. Il citato Consiglio può essere integrato dai docenti delle materie insegnate negli anni precedenti l'ultimo.