Giannini: il prossimo mese il contratto
con valutazione, merito e premi

di Pasquale Almirante, La Tecnica della Scuola 13.5.2014

La ministra annuncia che a giugno sarà presentato una proposta per il rinnovo del contratto dei lavoratori della scuola dove ci sarà la sorpresa "normativa": valutazione e premi sulla bilancia del merito


La vera sorpresa però, secondo Italia Oggi, sta nel contenuto dell'agognato contratto, che dal 2009 è praticamente fermo, sia nella parte salariale che normativa. Non crediamo però di dire nulla di nuovo rispetto alle intenzioni già annunciate dalla ministra che, a quanto è dato capire, le vuole riportare sul contratto di lavoro, nero su bianco, scardinando così una impalcatura storica e da decenni consolidata.

In pratica Giannini vorrebbe introdurre nel nuovo contratto di lavoro la valutazione, il merito e premialità dei docenti, anche se non ha detto fino in fondo "come e perché", nonostante le frequenti dichiarazioni dell'entrata, col prossimo settembre, del Sistema nazionale di valutazione.

E in effetti a guardare bene si tratta di una sorta di rivoluzione, imbastita attraverso il contratto di lavoro che in questo modo andrebbe a stravolgere tutto l'impianto su cui si è poggiata finora la professione dell'insegnante.

Non più scatti settennali e gradoni, ma valutazione e primi stipendiali per incrementare il salario, cercando così di adeguarlo, ma solo per i cosiddetti migliori, alla media europea, benchè resti in aria ancora il problema di come dare alla diversa articolazione professionale un equivalente corrispettivo economico.

Stravolta dunque sarebbe la parte normativa che andrebbe a intaccare pesantemente la professione visto che essa, secondo quanto la stessa ministra da tempo va dicendo, avrebbe come pilastro portante la valutazione, il merito e i conseguenti premi.

Sorvolando sulla questione altrettanto pesante del reperimento dei soldi, la problematica per ora si incentra solo sulla rivoluzione "normativa", nell'attesa che Giannini dica ai sindacati, con cui giocoforza deve confrontarsi, a quanto ammonterebbe il conquibus, cioè il denaro che i prof migliori metterebbero in tasca.
La via delle ri
forme, già intrapresa dal Governo Renzi su altri fronti, passa pure attraverso la scuola, nella speranza che sia un percorso abbastanza piano e senza buche per evitare appunto incidenti di percorso.