Scuola, dietrofront sulla settimana corta

La Provincia corregge il tiro, l’assessore Grandolfo:
«Sarà facoltativa, chi vuole fare lezione il sabato avrà anche i trasporti»

di Mitia Chiarin, La Nuova Venezia 5.6.2014

Dietrofront della Provincia di Venezia sulla settimana corta, dopo la riunione di giunta provinciale che si è conclusa ieri sera con la presidente Zaccariotto. È l’assessore provinciale alla viabilità, Giacomo Grandolfo, a correggere il tiro, spiegando la decisione assunta all’unanimità dalla giunta provinciale. «Viene garantito il servizio di trasporto, oltre che di riscaldamento, a quegli istituti che non vogliono effettuare la settimana corta», dice l’assessore. Una decisione che sconfessa sostanzialmente l’aut aut del giorno prima con la Provincia decisa a portare avanti il progetto dell’orario scolastico su cinque giorni. «Se ci sono istituti che vogliono fare il sabato a scuola noi garantiamo solo il riscaldamento», era stata la risposta all’assemblea infuocata al liceo Bruno che aveva visto emergere la protesta dei genitori contro la sperimentazione annunciata la scorsa settimana nelle scuole superiori di Mestre, Portogruaro e San Donà. Francesca Zaccariotto aggiunge: «Confermiamo la validità di un progetto nato non dalla necessità di risparmi, ma dalle richieste di scuole e famiglie. Non prevediamo alcun obbligo ma dopo un periodo di sperimentazione trarremo le conclusioni», dice la presidente.

«Evitiamo forzature», ha chiarito ieri sera Grandolfo, spiegando la decisione assunta in giunta. «Noi restiamo convinti che il modello delle cinque giornate sia destinato a prendere piede, come accade in Europa e accade già in vari istituti. Ma visto che ci sono scuole che si sono trincerate a difesa delle sei giornate abbiamo deciso di lasciare liberi gli istituti. Chi non vuole non utilizza la settimana corta e noi garantiamo i servizi, comunque, di trasporto e riscaldamento. Siamo convinti che saranno le famiglie, con la scelta di iscrivere i figli a scuola, a dire quale modello è quello vincente e noi siamo convinti che è quello su cinque giornate. La posizione assunta in particolare da alcuni licei ha toni di tutela di trincea, a volte ideologizzata ma preferiamo, appunto, evitare qualsivoglia forzatura».

All’annuncio della sperimentazione della settimana corta a Mestre, Portogruaro e San Donà, gli istituti di Mestre avevano risposto con una levata di scudi, con le proteste di presidi, insegnanti, studenti e poi anche dei genitori.

In prima fila i licei Bruno e Franchetti ma anche al Gritti si sono levate le voci contrarie al provvedimento della Provincia che mirava chiaramente ad ottenere risparmi dall’organizzazione dei trasporti scolastici, affidati alle aziende di trasporto Actv e Atvo, su cinque giorni anziché sui tradizionali sei con il sabato in classe. E anche il Comune di Venezia era intervenuto con le critiche dell’ assessora alle Politiche Educative Tiziana Agostini che aveva appoggiato la protesta di alcuni degli istituti. Ieri il chiarimento della giunta provinciale ha stemperato la polemica.