Perplessità nell’obbligo
della formazione dei docenti

di P.A. La Tecnica della Scuola 16.1.2014

Educazione 2.0 fa risaltare una falla all’interno del decreto legge del ministro Carrozza: “L’istruzione riparte”, dove è prevista una spesa di 10 milioni di euro, oltre alle risorse europee, per attività di formazione e d’aggiornamento che saranno obbligatorie per il personale scolastico


L’attenzione di Fabrizio Foschi, si concentra sul fatto che se per un verso la formazione e l’aggiornamento fanno parte del profilo identitario del docente, “la curvatura verso l’obbligatorietà implica una nuova concezione della professione che la legge, però, non prevede affatto”.

L’obbligatorietà infatti implica, secondo Educazione 2.0, la valorizzazione della professione docente e quindi anche la progressione giuridica ed economica degli insegnanti, insieme all’attribuzione “di crediti spendibili nella progressione della carriera”.

Ma ci sarebbe pure un’altra questione imprescindibile, quella della libera scelta da parte del docente dell’ente o del soggetto riconosciuto presso il quale svolgere l’attività di aggiornamento, poste tuttavia alcune condizioni uguali per tutti coloro che accedono a percorsi di riqualificazione.

“Non sembra, purtroppo, che sia questa la direzione nella quale è stato indirizzato il presente impegno formativo”, mentre “non è prevista la formazione come itinerario di crescita del docente, bensì i temi proposti riguardano la risposta ad alcune emergenze sociali cui la scuola dovrebbe porre rimedio.

Una scelta di campo dettata da un modello d’istruzione visto come intervento sulle storture del sistema, che prescinde completamente da una presa d’atto del soggetto che dovrebbe promuovere i singoli interventi: il docente, la sua vocazione alla comunicazione, la necessità di rinnovarla attraverso percorsi che mettano a fuoco i contenuti dell’insegnamento e l’ambito scolastico come luogo d’insegnamento/ apprendimento”.

“Tralasciare il potenziamento del soggetto significa inevitabilmente mortificarlo a un ruolo di secondo piano.

E tuttavia non sarebbe stato male accompagnare l’indicazione prescrittiva all’aggiornamento con aperture nuove e gratificanti verso la professione docente, che è spesso citata come esempio di categoria demotivata, ma per la maggior parte non lo è affatto, malgrado non si faccia granché di ciò che sarebbe possibile fare per risollevarne la credibilità”
I temi dell’aggiornamento in breve sono i seguenti:

a) rafforzamento delle conoscenze e delle competenze di ciascun alunno […] per migliorare gli esiti nelle valutazioni nazionali svolte dall’Invalsi;

b) aumento delle competenze per potenziare i processi d’integrazione a favore di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali;

c) potenziamento delle competenze nelle aree ad alto rischio socio-educativo […];

d) aumento delle competenze riguardanti l’educazione all’affettività […];

e) aumento delle capacità nella gestione e nella programmazione dei sistemi scolastici;

f) aumento delle competenze riguardanti i processi di digitalizzazione e d’innovazione tecnologica;

g) aumento delle competenze per favorire i percorsi di alternanza scuola-lavoro […].
 

Come si vede “i temi proposti riguardano la risposta ad alcune emergenze sociali cui la scuola dovrebbe porre rimedio, attraverso la funzione del docente”  specialmente nel primo anno di corso (2,9%).