Giannini: chieder˛ investimenti per l'istruzione

di P.A. La Tecnica della Scuola 25.2.2014

Nel corso di una intervista ad Avvenire, la neo ministra Stefania Gianni, spiega le sue strategie per la scuola e l’universitÓ: “Credo che finalmente il Paese abbia imboccato quella via decisa verso le riforme che noi di Scelta Civica chiedevamo, inascoltati, da dieci mesi”. “Le cose da fare sono tante, bisogna agire presto e bene”.


Subito, spiega Giannini, “l’edilizia scolastica, la messa in sicurezza degli edifici. ╚ assurdo, per non dire di peggio, che lo Stato non si curi dell’integritÓ di chi lavora nella scuola e, ovviamente, dei nostri ragazzi. Sono loro il nostro futuro. Il secondo aspetto Ŕ la ricerca.”

“L’istruzione e la ricerca devono diventare centrali nel programma e nell’azione di governo.”

“Bisogna fare una rivoluzione politica e culturale: partire dalle esigenze del Paese per arrivare alle risorse e non solo viceversa”.

Per la ministra tuttavia i problemi della scuola sono: “la mancanza di merito. Oggi tutto Ŕ affidato alla buona volontÓ del singolo docente. Che non viene mai premiato se lavora con impegno e con passione. Questo produce demotivazione anche nelle persone migliori. E allora bisogna introdurre il merito. Il merito postula la valutazione dei docenti, l’autonomia dei singoli istituti e la fine della carriera unicamente per scatti di anzianitÓ”. Per questo, postula Giannini: “pi¨ che l’idea di tagliare una materia di qua o di lÓ, vorrei si ragionasse di pi¨ su un approccio interdisciplinare delle materie, che mi sembra la vera questione da approfondire”. E infatti, sulla riduzione di un anno alle superiori, dice di non essere del tutto “contraria ad abbreviare il cursus scolastico per uniformare l’Italia agli altri Paesi europei. Ma anche qui non Ŕ che si risolve il problema tagliando un anno dalle superiori. Bisogna fare una valutazione complessiva su tutto il sistema”, mentre “non ci deve essere un conflitto pubblico e privato, ma un sistema pubblico articolato al cui interno ci siano scuole statali e scuole non statali”.