Quota 96, misura alla Camera ma è pronto il piano B



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Quota 96, misura alla Camera ma è pronto il piano B



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Quota 96, settimana decisiva alla Camera



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Riforma Pensioni, al Senato
l'ultima parola sulle modifiche

Eleonora Accorsi Pensioni Oggi 28.12.2014

Il Governo non ha ostacolato la soluzione della vicenda dei lavoratori della scuola che non avevano potuto utilizzare i requisiti pensionistici ante riforma Fornero, perché maturati al 31 agosto 2012 e non al dicembre 2011, in contrasto con l’art. 1 del DPR 351/98 che valuta il servizio in anni scolastici e non solari.
E' stato, infatti, dichiarato ammissibile l’emendamento al DL 90/2014 che consente l’accesso a pensione, con decorrenza dal 1° settembre 2014, ai lavoratori del comparto scuola che hanno maturato i requisiti di accesso a pensione entro l’anno scolastico 2011/2012 secondo le regole previste prima dell’entrata in vigore della riforma Monti-Fornero (i cd. quota 96 della scuola). E' quanto ha dichiarato l'Onorevole Ghizzoni via Twitter.

 

Il testo ora è atteso in Aula per la prima lettura intorno al 28 luglio.

La misura (qui il testo dell'emendamento), come già anticipato da Pensioni Oggi nei giorni scorsi, consente di mantenere le vecchie regole di pensionamento in favore di 4mila docenti che hanno maturato un diritto a pensione entro il 31 Agosto 2012, secondo la disciplina pensionistica vigente sino al 31.12.2011. L'elenco numerico dovrà essere definito dall'Inps applicando un criterio progressivo risultante dalla somma dell'età anagrafica e dell'anzianità contributiva vantata dai singoli richiedente alla data del 31 dicembre 2012. Inoltre, per fare cassa, i termini di pagamento della buonuscita dei 4mila prof verrebbero corrisposti secondo l'attuale disciplina Fornero e quindi a partire da 66 anni e tre mesi per la vecchiaia, 41 anni e sei mesi, se donna e 42 anni e sei mesi, se uomo, per la pensione anticipata. Senza contare, inoltre, che ci sarà una dilatazione ulteriore qualora l'importo lordo complessivo superi i 50mila euro. 



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Saranno fatti salvi fino al 31 dicembre 2015 i trattenimenti in servizio per i magistrati e saranno ricompresi anche quelli non ancora concessi alla data di entrata in vigore del Dl 90/2014.
Per gli altri dipendenti pubblici la dead-line resta ottobre 2014. Mentre per la scuola si anticipa al 31 agosto per consentire, già da settembre, l'immissione in servizio del nuovo personale. Sono queste alcune delle novità che sono state approvate dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera in sede Referente Venerdì scorso e che saranno da questa settimana in Aula per la discussione finale.

Dunque il provvedimento, sul fronte dei trattenimenti in servizio, ha sostanzialmente retto l'esame parlamentare. Da un lato viene confermata la stretta sui trattenimenti in servizio contenuta nell'articolo 1 del Dl 90/2014 che vede il loro termine al 31 Ottobre 2014; dall'altro c'è una piccola apertura in favore dei magistrati il cui termine, pur restando fissato al 31 Dicembre 2015, ricomprenderà non solo i trattenimenti già concessi ma anche quelli non ancora in essere alla data di entrata in vigore del Decreto legge 90/2014. L'abbassamento dell'età dovrebbe invece scattare subito per i militari e per gli Avvocati dello Stato dato che gli emendamenti vanno ad abrogare il comma 3 dell'articolo 1 che, per i militari, estendeva sino al 2015 l'operatività dei richiami in servizio.

Al fine di salvaguardare la continuità didattica e di garantire l'immissione in servizio fin dal primo di settembre, il provvedimento precisa inoltre che i trattenimenti in servizio del personale della scuola verranno invece fatti salvi fino al 31 agosto 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.


Leggi Tutto: http://www.pensionioggi.it/notizie/pubblico-impiego/riforma-pensioni-cosi-cambiano-i-trattenimenti-in-servizio-409#ixzz38hTLKaZX
 
Saranno fatti salvi fino al 31 dicembre 2015 i trattenimenti in servizio per i magistrati e saranno ricompresi anche quelli non ancora concessi alla data di entrata in vigore del Dl 90/2014.
Per gli altri dipendenti pubblici la dead-line resta ottobre 2014. Mentre per la scuola si anticipa al 31 agosto per consentire, già da settembre, l'immissione in servizio del nuovo personale. Sono queste alcune delle novità che sono state approvate dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera in sede Referente Venerdì scorso e che saranno da questa settimana in Aula per la discussione finale.

Dunque il provvedimento, sul fronte dei trattenimenti in servizio, ha sostanzialmente retto l'esame parlamentare. Da un lato viene confermata la stretta sui trattenimenti in servizio contenuta nell'articolo 1 del Dl 90/2014 che vede il loro termine al 31 Ottobre 2014; dall'altro c'è una piccola apertura in favore dei magistrati il cui termine, pur restando fissato al 31 Dicembre 2015, ricomprenderà non solo i trattenimenti già concessi ma anche quelli non ancora in essere alla data di entrata in vigore del Decreto legge 90/2014. L'abbassamento dell'età dovrebbe invece scattare subito per i militari e per gli Avvocati dello Stato dato che gli emendamenti vanno ad abrogare il comma 3 dell'articolo 1 che, per i militari, estendeva sino al 2015 l'operatività dei richiami in servizio.

Al fine di salvaguardare la continuità didattica e di garantire l'immissione in servizio fin dal primo di settembre, il provvedimento precisa inoltre che i trattenimenti in servizio del personale della scuola verranno invece fatti salvi fino al 31 agosto 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.


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Archiviato l'ennesimo "no" con la legge di stabilità alcuni docenti e personale Ata che si riconoscono nel movimento Quota96 lanciano una proposta al Ministero dell'Economia, del Lavoro e dell'Istruzione.

L'iniziativa è volta a comprendere quanti dei lavoratori che hanno maturato un diritto a pensione, con la vecchia normativa, entro la fine dell'anno scolastico 2011/2012 vogliano, effettivamente, fruire della deroga alla Riforma Fornero (che gli consentirebbe di uscire già a partire dal prossimo 1° settembre 2015).

I promotori, infatti, osservano che non tutti i lavoratori del comparto Quota 96 della scuola potrebbero voler fruire del beneficio falsando, in questo modo, la platea dei destinatari. Pero ora, del resto, gli unici dati ufficiali sono quelli diffusi nell'Ottobre 2013 da Inps e Miur in cui si è stimato in circa 4mila i lavoratori che avrebbero potuto partecipare alla deroga, ma attualmente il numero si sarebbe ridotto di almeno un terzo. 

L'idea dei promotori è dunque quella di inserire una specifica voce su Istanze Online per procedere alla conta dei reali aventi diritto che vogliano accedere ad una, eventuale, deroga. 

"Siamo ormai arrivati al terzo anno dall’entrata in vigore della legge Fornero, e malgrado le promesse fatte, rimaniamo in una situazione di stallo sia per quanto riguarda il numero reale dei componenti Quota 96 sia per l’emanazione di un provvedimento specifico per il nostro pensionamento" si legge nella richiesta. "La nostra vuol essere una semplice proposta che eliminerebbe equivoci, voci e dati discordanti sulla reale platea degli aventi diritto , pertanto chiediamo che il MIUR apra una specifica voce su Istanze on Line, in cui sia possibile inserire dati assodati, certi e verificati. Tali dati, specifici per Quota96, dovrebbero contenere alcune diverse opzioni che permettano di individuare anche il momento dell’effettivo esercizio del diritto. 

"Ci sembra opportuno ricordare che, le salvaguardie 104 e le uscite, con la normativa Fornero, all’1.9.2015, hanno ridotto in modo estremamente significativo la platea. Il risparmio che si otterrebbe con il pensionamento di un lavoratore a fine carriera ed il contestuale assorbimento di un precario , sarebbe notevole. Non è dunque possibile stabilire il costo relativo al nostro pensionamento, senza considerare anche questi risparmi".


Il testo della lettera