Libri di testo/1.
La rivoluzione per circolare

 TuttoscuolaNews, n. 630 14.4.3.2014

C’è qualcosa che echeggia l’esito autodistruttivo della saga nibelungica, il ‘crepuscolo degli dei’ (gli onnipotenti che abitavano un tempo nel palazzo di viale Trastevere), nella circolare sui libri di testo con la quale l’Amministrazione ammaina una delle bandiere del suo potere centralistico: quella di stabilire da Roma le regole per l’adozione dei libri di testo.

La circolare firmata dal direttore generale degli Ordinamenti, Carmela Palumbo, in uno sforzo estremo di riaffermazione del ruolo (si tratta pur sempre di una C.M. che parte dal Miur), rovescia in realtà il rapporto tra il Centro e le scuole, riconoscendo a queste ultime la facoltà di elaborare direttamente materiali e strumenti didattici, secondo quanto disposto dall’art. 6, c. 1, della legge n. 128/2013 (‘L’istruzione riparte’), che così stabilisce: “Il collegio dei docenti può adottare, con formale delibera, libri di testo ovvero strumenti alternativi, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e con il limite di spesa stabilito per ciascuna classe di corso”.

Si tratta di un passo decisivo verso una autentica autonomia delle scuole, almeno per quanto riguarda la didattica, visto che i collegi dei docenti potranno stabilire se, quali e quanti testi adottare o addirittura predisporre.

La realizzazione autonoma di testi e di altri strumenti didattici è infatti resa possibile dallo sviluppo delle tecnologie. A partire dall’anno scolastico 2014-2015, ricorda la circolare citando la legge 128/2013, “gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e strumenti didattici per la disciplina di riferimento”.

Entro il mese di luglio saranno formalizzate le linee guida ministeriali e gli istituti avranno tempo fino ad agosto 2015 per produrre i propri “e-book”.