La scuola va in vacanza contrattuale perenne

di Lucio Ficara, La Tecnica della Scuola 13.4.2014

L'indennità di vacanza contrattuale istituita per sostenere in via provvisoria gli stipendi, in attesa del rinnovo contrattuale, sta diventano ormai un elemento permanente e strutturale della "busta paga"


È incredibile, questo Governo!

A parole sostiene, nella sua agenda politica, la centralità della scuola, rivendica l’obiettivo primario di restituire dignità professionale agli insegnanti, pesantemente penalizzati da recenti politiche ostile e vessatorie, ma nella sostanza della sua azione politica continua a tagliare e a prorogare ancora la cosiddetta vacanza contrattuale.

Ma cos’è l’indennità di vacanza contrattuale?

L'indennità di vacanza contrattuale è un elemento provvisorio di retribuzione salariale, istituito per non fare perdere eccessivamente potere d’acquisto al lavoratore dipendente.

Questa indennità è prevista dal protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23 luglio 1993 e serve a tutelare - in modo parziale - i lavoratori nel caso di ritardi dei rinnovi contrattuali.

La scuola ha un contratto scaduto ormai dal 31 dicembre 2009, si tratta del CCNL 2006-2009, che non verrà rinnovato, almeno per la parte economica, come sembra evidente dai primi segnali scritti nel Documento Economia e Finanza, non prima del 2018 - 2020. In buona sostanza bisogna sapere che il governo non prevede di aprire i cordoni della borsa per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti, compreso quello della scuola, ma soprattutto è obiettivo del governo Renzi quello di attribuire a partire dal 2018 e fino al 2020 l'indennità di vacanza contrattuale che viene corrisposta proprio quando si prevede di non rinnovare i contratti e che viene erogata proprio per garantire almeno i lavoratori dall'effetto dell'inflazione sulle retribuzioni. Se questo è il proposito del governo sulla questione del rinnovo contrattuale, si può tranquillamente affermare che la scuola va in vacanza contrattuale perenne. Ma la vacanza contrattuale non doveva rappresentare un istituto provvisorio? A noi sembra che di provvisorio ci sia solo il contratto della scuola, che continua a subire saccheggiamenti legislativi di ogni tipo, mentre il dato inquietante che l’esercizio provvisorio della vacanza contrattuale è ormai divenuto permanente. É questo dovrebbe restituire dignità professionale all’insegnanti? Le retribuzioni dei docenti, dalle scuole primarie a quelle secondarie di primo e secondo grado, sono tra le più basse di Europa e fino al 2020 perderanno ancora molto terreno sul potere d’acquisto.

E i sindacati cosa intendono fare rispetto a questa eventualità?

Nel frattempo i docenti sempre più stressati e con carichi di lavoro crescenti, si trovano senza la prospettiva di un rinnovo contrattuale anche su base economica e con una continua destrutturazione delle norme contrattuali. Fra qualche giorno gli insegnanti andranno in vacanza per le festività pasquali ma quelle saranno provvisorie, mentre la vacanza contrattuale resterà perenne.